Torna «Al Cavallino Bianco», ovvero la leggerezza di un campione d’incassi

La celebre operetta viene proposta nella regia (innovativa) di Santonastaso

«Un abbonamento per la felicità»: così, nel 1930, un critico recensiva sul «Berliner Tageblatt» l’operetta Al cavallino bianco. Tradotto in quasi trenta lingue (giapponese incluso) e rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo, lo spettacolo debutta questa sera in una versione «ringiovanita» al Salone Margherita, con la regia di Pippo Santonastaso e, tra gli interpreti, lo stesso regista e un protagonista della lirica come Edoardo Guarnera. La trama è di goldoniana memoria - in un albergo austriaco, il cameriere è invaghito dell’ostessa -, e si srotola a ritmo veloce, tra vari colpi di scena, verso il lieto fine. In scena poi un corpo di ballo costituito da nove danzatori romani, che eseguiranno le coreografie di Stefano Bontempi e gli attori e cantanti Cosetta Gigli, Luigi Paulucci, Italo Ciciriello (un’intera carriera nell’operetta), Marco Manca, Bibiana Carusi, Orsetta Borghero, Guido Trebo e Barbato De Stefano. «Giochiamo molto sulla mimica e cercheremo di coinvolgere il pubblico - spiega il regista -, per divertirlo ancor di più».
La sezione recitata, aggiunge Santonastaso, è dilatata fino ad aggiungere un personaggio (appena accennato nell’originale di Erik Charell, Hans Müller e Robert Gilbert, musicato da Ralph Benatzky e altri autori). Si tratta del secondo cameriere, cui dà volto lo stesso Santonastaso, vero intrallazzatore e protagonista del nuovo testo.
Al cavallino bianco sarà in scena fino a sabato e ancora dal 20 al 25 marzo.