Torna a colpire la «belva» di via Chopin

[NOTE][/NOTE](...) ha messo in fuga il complice e prima gonfiato di botte e poi consegnato ai carabinieri Alin Ciucur Arghir. Nato in Romania il 5 luglio del 1985, la notte tra il 3 e il 4 giugno del 2005 gli mancava un solo mese per raggiungere la maggiore età. Quella notte insieme a quattro connazionali, un quindicenne e tre ragazzi tra i 18 e i 20 anni, sta andando in cerca di prede in fondo a via Ripamonti. E le trova. Due ragazzi, studenti, poco più che coetanei dei loro carnefici: lei ha 21 anni, lui 24. Stanno amoreggiando dentro una Cinquecento parcheggiata in via Chopin. I cinque spaccano i vetri, li strappano fuori dalla macchina, picchiano il ragazzo e a turno violentano la ragazza, poi prendono soldi e cellulari e fuggono via. Nonostante l’incubo vissuto, le vittime non si perdono d’animo e lanciano subito l’allarme. L’egregio lavoro della squadra mobile consente di arrestare Arghir e il quindicenne nel giro di poche ore, gli altri due giorni dopo. Passano poco più di tre anni e mezzo e arriviamo all’altra notte, in via Sant’Arialdo, zona cimitero di Lacchiarella. Una trentenne è con il fidanzato di 26 anni dentro una Yaris, quando dal buio compaiono due ombre. Lei mette in moto, ingrana la marcia, ma l’auto si blocca contro un marciapiede. I due malfattori spaccano un vetro e gridano di consegnare la borsa della ragazza. Ma il ragazzo decide di reagire. «Ho avuto paura mettessero le mani addosso a lei» spiegherà più tardi ai carabinieri. Aiutato dal fisico, alto 1.85 e ben piantato, ingaggia una selvaggia colluttazione con i due mentre la ragazza chiama il 112. La centrale invia un paio di equipaggi e quando i fari delle macchine illuminano la scena, uno dei due aggressori scappa. L’altro, appunto Arghir rimane nelle mani del ragazzo. I carabinieri prendono in consegna il banditello e approfondiscono le indagini. Scoprono appunto che nel 2004 era già stato identificato, poi denunciato per furto e infine arrestato. Ma soprattutto la brutale aggressione di via Chopin, pagata assai a buon mercato, anche se il ragazzo, allora tentò di finire a San Vittore: «Sono maggiorenne» dichiarò. L’esame osseo lo smentì e venne affidato alle amorevoli cure del Tribunale dei minori. Rimase in carcere fino a giugno 2007 quindi affidato a comunità di recupero, fino a dicembre a Schio, in provincia di Vicenza, poi a Cagliari fino al 16 gennaio. Uno splendido lavoro di recupero, non c’è che dire, visto che pochi giorni dopo lo ritroviamo esattamente dove l’avevano lasciato nel fatidico maggio 2005. Arghir torna a San Vittore, non per molto azzardiamo. Dove dovrebbe trovare gli amici della bravata di quattro anni fa. Almeno i maggiorenni. Per lo stupro di via Chopin vennero condannati a 7 e 9 anni ma quando vennero pubblicate le loro foto sui giornali, altre vittime si presentarono, avendoli riconosciuti come i loro aguzzini. Oddio, potrebbero essere stati anche loro scarcerati, magari per buona condotta.