Torna a crescere l’assenteismo Brunetta: "Subito contromisure"

Dopo un forte calo iniziale, negli ultimi due mesi c’è stato un aumento
del 25% Il ministro: "Non possiamo
abbassare la guardia"

Per oltre un anno l’assenteismo nella Pubblica amministrazione è diminuito grazie all’«effetto Brunetta». Ma in estate e all’inizio dell’autunno è ripreso il brutto andazzo: i giorni di assenza negli uffici pubblici aumentano progressivamente, e non di poco. Se in agosto l’assenteismo era cresciuto del 16,7%, in settembre è arrivato al 24,2% e in ottobre ha toccato un picco del 25%.
È il ministro della Pubblica amministrazione in persona a dare la brutta notizia. «Faccio ammenda - dice dai microfoni della radio - ho pensato che il fenomeno fosse sotto controllo; ma dopo quattordici mesi di calo, l’assenteismo è tornato a crescere in settembre e ottobre».

Nasce da qui la decisione di estendere a sette ore la reperibilità, da parte del medico fiscale, dei dipendenti pubblici in malattia, contro le precedenti quattro ore. «Abbiamo capito - aggiunge Brunetta - che non possiamo tener bassa la guardia contro i comportamenti opportunistici. Ma le persone perbene non hanno nulla da temere: saranno colpiti solo gli approfittatori».

Brunetta ricorda che è in arrivo l’obbligo di invio per via telematica dei certificati medici dei pubblici dipendenti assenti per malattia; dovranno essere inviati direttamente all’Inps dai medici e dalle strutture sanitarie pubbliche: «Il sistema - aggiunge il ministro - partirà subito». Il ministro ricorda inoltre che l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile per le dipendenti pubbliche porterà nell’arco di 10 anni un risparmio superiore ai due miliardi di euro, che saranno reinvestiti in welfare familiare (asili nido, eccetera) per le lavoratrici pubbliche.

Gli ultimi dati sull’assenteismo nella Pubblica amministrazione dimostrano che le cattive abitudini sono dure a morire. Eppure, fino a metà anno sembrava che il fenomeno fosse stato circoscritto dall’effetto Brunetta. Nel luglio scorso era stato presentato un rapporto consolante sulle assenze per malattia nel settore pubblico. In maggio le giornate medie di assenza per malattia erano calate del 15% in sette amministrazioni pubbliche, e del 10% in altre sette. Fra i più «virtuosi» l’Aran (l’agenzia che stipula i contratti pubblici), il ministero degli Esteri, il ministero dell’Istruzione, quello della Giustizia. In controtendenza, il ministero dello Sviluppo economico, dove le assenze per malattia erano aumentate del 23,9% in maggio e del 10,9% in giugno. A «casa Brunetta», cioè al suo ministero, le indicazioni erano discordanti: +0,8% in maggio e +6,9% in giugno per quanto riguarda la Funzione pubblica; -22,5% in maggio e -20% in giugno per il dipartimento Innovazione.

Il rapporto aveva interpretato quelle cifre-campione come «l’effetto sulla produttività dei dipendenti pubblici dell’azione di sensibilizzazione intrapresa dal ministro fin dai primi giorni del suo insediamento». Più che le norme, insomma, sarebbe stato l’effetto annuncio a far diminuire le assenze negli uffici pubblici. Con la prossima entrata in vigore della riforma della Pubblica amministrazione, le assenze per malattia superiori ai 10 giorni (e comunque tutte le assenze dalla seconda in poi nell’anno), dovranno essere giustificate soltanto con il certificato rilasciato da una struttura pubblica o da un medico del Servizio sanitario nazionale. Sarà possibile effettuare controlli anche per le assenze di un solo giorno.