Torna Figaro, la grande lirica formato «Ciak»

Ma dove volete che i ventagli si aprano e si chiudano maliziosamente? A Siviglia. E chi è il personaggio più famoso a Siviglia? Ma il barbiere. Impeccabile dunque la scelta di Mario Riccardo Migliara che per «impaginare» il capolavoro rossiniano, ha ideato una soluzione sempre di grande effetto. E questa sera, alle 21, e domani, alle 16, vedremo come il pubblico accoglierà al Ciak di via Procaccini 4, questa e le altre «coquetterie» in piena stile «commedia dell’arte».
A fine gennaio 1816 il ventiquattrenne Gioacchino Rossini sfida la sorte mettendo in musica «Il Barbiere di Siviglia, o sia l’inutile precauzione», prima puntata della trilogia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, cui seguiranno «Le nozze di Figaro» e «La madre colpevole» sempre con Rosina, Almaviva, Figaro, più Susanna nelle ultime due. Temerario: lo stesso soggetto fu rappresentato nel 1782 a San Pietroburgo da Giovanni Paisiello. E infatti il 20 febbraio, la leggenda narra che l’opera fu composta in tre sole settimane: all’Argentina di Roma, la prima fu piuttosto tumultuosa. Colpa, sembra, dei seguaci del compositore pugliese, che arrivarono alle mani con gli ultrà di Rossini. Anche perché il grande vecchio era ancora vivo: morirà a Napoli il 5 giugno 1816. La storia poi darà ragione a Rossini e il barbiere di Paisiello finirà mestamente nel dimenticatoio. Rieccoci dunque trepidare a fianco a Rosina, impegnata a sventare le trame del tutore, il maturo dottor Bartolo, che intende impalmare lei. E il suo cospicuo patrimonio. Toccata nel «suo debole», e dopo aver fatto giocare «cento trappole», la damina riuscirà nel suo intento grazie all’amore di Almaviva e alle furbizie di Figaro. Insomma, il solito vecchio da gabbare con mille trucchi e marchingegni. E tale l’ha visita Migliara. La piazza di Siviglia è mossa da giganteschi ventagli, la casa di Bartolo, diventa una mega sala giochi dove cavalli a dondolo, pezzi di domino, fionde e varie frivolezze tengono Bartolo nel suo sogno, alla Peter Pan, di possedere tutto e tutti. E poi ancora «Pupet Mecanique», bambole meccaniche, tipiche del settecentesco, e un gigantesco orologio che funziona al contrario, quasi a dire come Rossini «e il cervello poverello si riduce ad impazzar». O forse rappresenta il patetico tentativo del «vecchio» dottore di mandare indietro storia e natura e competere ancora con i giovani.
Cast: Almaviva Filippo Pina Castiglioni, Carlos Cremades, Rosina Corinna Reithuber; Figaro Gabriele Nani, Valentino Salvini, Don Bartolo Antonio Russo, Don Basilio Carlo Oggioni, Giampaolo Vessella. Orchestra Filarmonica diretta da Vito Lo Re. Per informazioni: 02-76110093, www.teatrociak.it.