Torna la leggenda dello Stelvio dove Coppi conquistò il mondo

Ritorna al Giro d’Italia lo Stelvio, la montagna della leggenda ciclistica, resa immortale da Coppi.
Ritorna con tutti i soliti problemi, legati, come sempre, alla possibilità di far transitare lassù, dove osano le aquile, i corridori e la carovana. Basta guardare la foto accanto: Coppi pedalava sfiorando una muraglia di neve. Oggi la situazione è più o meno identica, cambia forse il protagonista. Ancora poche ore fa, dopo che erano caduti altre 30 centimetri di neve fresca e la termperatura aveva subito un brusco aumento, esistevano concreti pericoli, soprattutto di cadute di valanghe e sassi. In pratica, il rischio sta tra il 9° tornante e il 48°, a 2758 metri, tutto esposto a continui distacchi di materiale. Quindi, anche la corsa è a rischio.
Ma per gli appassionati, tutto questo conta nulla. La voglia, il desiderio di vedere il Giro su questo palcoscenico è enorme: si pensa a Coppi, ma ormai sono pochi coloro che hanno il privilegio di ricordarlo, si pensa a quel Bertoglio che ha legato la sua unica vittoria, e che vittoria, alla corsa rosa che si concluse proprio sulla vetta, allo scollinamento. Fu un testa a testa, metro dopo metro, con lo spagnolo Galdos che fece di tutto per staccare il bresciano. Ma lo Stelvio, la conquista del Mito, aveva messo le ali ai piedi di Bertoglio.
Oggi allo Stelvio si va a sciare e a passeggiare, lasciando che i ricordi vaghino su quell’immenso tetto brullo in cima al mondo. Si scia e si passeggia grazie al Pirovano, chiamato non a caso l’Università dello sci, che è stato riattrezzato per la grande stagione dalla Banca Popolare di Sondrio. Per sci e dintorni (snowboard...) si deve salire fin sul ghiacciaio eterno, per fare vero trekking si raggiunge il percorso che tocca tutti i punti salienti delle postazioni belliche della Prima guerra mondiale. Un percorso che fa venire i brividi, per la sua bellezza e la sua storia, ma soprattutto per le vicende umane che lo contrassegnano.
Quanto alla bici, lo Stelvio è tutto e chi riesce a scollinare ha impresso per sempre nel suo cuore l’impresa, con la I maiuscola. C’è anche una gara amatoriale che tocca il Moloch, la «Re Stelvio»: una scalata secca di 21 chilometri da Bormio alla cima. Di solito, chi vince è un fenomeno, a modo suo. Come i nostri eroi su 2 ruote attesi alla prova suprema.

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