Torna «Made expo», la fiera più importante del settore costruzioni

Snaidero: «Buone le prospettive per il settore grazie alle detrazioni per le ristrutturazioni»

L'export è il capitolo più importante per quasi tutte le aziende che a causa della crisi hanno sofferto la contrazione del mercato interno. E così, anche per l'edizione 2017, sono state impiegate importanti risorse finanziarie per fare di Made expo (la rassegna delle costruzioni e dell'architettura) uno strumento strategico per l'internazionalizzazione, ma allo stesso tempo una grande piattaforma per il rilancio del mercato interno e internazionale. Già a novembre, quindi, si intensifica il programma di iniziative e progetti complementari per aumentare la rilevanza internazionale della manifestazione e assicurare un flusso crescente di visitatori professionali internazionali (+12% di presenze estere nell'edizione 2015). A questo proposito va segnalata la vasta campagna di comunicazione, oltre ai tradizionali e collaudati roadshow, nei Paesi dai quali di solito arrivano numeri importanti di visitatori.

L'investimento per un più incisivo processo di internazionalizzazione è stato sostenuto anche da Ice-Agenzia che riconosce Made expo come una delle manifestazioni internazionali strategiche per il sistema Italia, capace di portare alle aziende espositrici reali opportunità di business da tutto il mondo.

«Il 2016 si sta rivelando un anno abbastanza buono per il settore delle costruzioni, soprattutto per l'ottimo andamento delle ristrutturazioni», è il commento di Roberto Snaidero, presidente di Made Eventi. Che poi aggiunge: «Le proiezioni sui dati dei primi sette mesi del 2016 fanno ben sperare, grazie a un significativo +23%, in valore, delle detrazioni richieste per interventi di ristrutturazione e risparmio energetico. Secondo le prime stime di Cresme, infatti, gli investimenti veicolati dagli incentivi potrebbero superare i 29 miliardi di euro, il dato più alto mai registrato, tornando a coprire il 60% degli investimenti in rinnovo residenziale. Made expo gioca un ruolo fondamentale in questa fase di rilancio».

Vediamo il palinsesto della biennale del prossimo marzo. La proposta fieristica è articolati in quattro saloni specializzati: uno dedicato al mondo delle costruzioni e dei materiali, uno all'involucro e ai serramenti, uno al tema degli interni e delle finiture e uno a software, tecnologie e servizi.

La prossima edizione si annuncia ancora più ricca in fatto di qualità dell'offerta espositiva e per la possibilità di facilitare connessioni tra operatori e aziende, concetti racchiusi anche nel nuovo logo: un giunto strutturale che racchiude in sé l'idea di solidità e legame tra proposte e persone.

Abbiamo raccolto il parere di due imprenditori di primo piano, direttamente interessati a Made expo.

«Malgrado la crisi dell'edilizia che continua ad attanagliare il nostro Paese, Made expo rimane la fiera di riferimento per tutti gli operatori - dice Massimo Buccilli, ad della Velux Italia di Colognola ai Colli (Verona). Oltretutto la rassegna si è innovata e rinnovata, anche nel marchio. Possiamo definirla fiera del fare. È pur vero che gli italiani tornano a comprare casa, soprattutto i giovani sotto i 35 anni. Sono dati che fanno ben sperare, ma al momento non hanno avuto una ricaduta positiva sul settore. Attendiamo che l'onda diventi lunga... Anche perché il mercato dell'edilizia è cambiato: di nuovo se ne fa troppo poco, mentre è la riqualificazione che sostiene il mercato almeno in parte».

Sulla stessa lunghezza d'onda Mario Barzaghi, titolare della Effebiquattro di Seregno, 90 dipendenti, oltre 215mila porte l'anno: «Dato per scontato che ormai Made expo è la fiera a cadenza biennale più importante del settore - edilizia, finiture per interni e altro ancora - sulla quale noi imprenditori puntiamo tutte le nostre carte. Innanzitutto perché si tratta di una vetrina sul mondo che cresce di edizione in edizione presentando agli operatori stranieri il meglio del made in Italy. Il settore del legno-arredo ha voluto fortemente questa rassegna che ha tutte le potenzialità per raggiungere i livelli del Salone del Mobile. Soprattutto, aggiungo, per quanto riguarda l'export visto che purtroppo il mercato interno, nonostante il vento di ripresa, sta ancora soffrendo. La risalita è faticosa. Decisiva, quindi, l'internazionalizzazione per la sopravvivenza delle stesse aziende e quindi per la salvaguardia dell'occupazione».

AR