Torna la magia dei Momix con un girasole pieno di sorprese

Con Sun Flower Moon torna a sbocciare il magico «girasole» dei corpi risvegliati dalla luce: miracolo o illusionismo? Dopo il grande successo dell’anno scorso, quando per celebrare degnamente il quarto di secolo del prodigioso corpo di ballo creato da Moses Pendleton, i Momix, il botteghino del Teatro Olimpico fu letteralmente preso d’assalto lasciando con l’amaro in bocca quanti non riuscirono ad acquistare un biglietto per assistere all’evento, dal 21 febbraio al 5 marzo torna lo spettacolo che celebra le qualità atletiche dei danzatori del Momix Dance Theatre con un tocco di folle e geniale creatività.
Sun Flower Moon è uno spettacolo affascinante ed evocativo che punta forte sull’illusione ottica e le qualità acrobatiche degli atleti-danzatori, giocando con i virtuosismi, le invenzioni e la goliardia del coreografo statunitense inventore, nel ’71 insieme con Jonathan Wolken, della mitica compagnia Pilobolus Dance Theatre.
Sun Flower Moon mette in primo piano ancora una volta la natura, madre prodiga e stupefacente che nutre e protegge tutte le sue creature. Da martedì sera le assi del palcoscenico dell’Accademia Filarmonica Romana si trasformeranno in un universo governato dalle leggi della fantasia dove cielo e terra si confondono tra loro, ribaltando geometrie e assiomi. Ecco allora che gli astri diventano fiori in grado di sbocciare; poi i fiori si trasformano in stelle che lampeggiano nel cielo, mentre una luna rotonda e sensuale accende l’avvolgente schermo della notte. Nello spazio privo di gravità, il corpo umano (accarezzato, esaltato, frammentato, moltiplicato, sovrapposto, accavallato, e via elencando in mille possibili risoluzioni) da sapienti giochi di luci e mirabili rifrazioni, dà vita a uno show dalla fisicità esasperata. Non solo danza, però, e non solo trucchi a compiere la magia. Trattandosi di un coreografo intelligente e geniale come Pendleton, l’effetto ottico e la tecnica ginnica hanno la loro valenza: viaggiano su linee parallele in grado di emozionare, condurre, e colpire direttamente al cuore. Allo spettatore, rapito dall’incanto di quadri coreografici unici nel loro genere - per la prima volta il coreografo del Vermont usa la tecnica del teatro nero: fondale su cui i tecnici delle luci compiono il miracolo della rifrazione -, non resta che farsi trasportare da un oceano di sensazioni, ora solari ora lunari, in grado di risvegliare sublimi emozioni. Uno show assolutamente da non perdere.
(Teatro Olimpico: repliche tutti i giorni ore 21; domenica anche ore 17; riposo il 23 febbraio e il 2 marzo)\