Torna di moda la segretaria tra regali, riunioni e «bugie»

Boom di assunzioni (60%) nell’ultimo anno. L’identikit della Camera di Commercio: non bella, grande lavoratrice, precisa e pronta a mentire per il capo

Andrea Indini

Dice piccole bugie, lavora a tempo pieno ed è capace di far fronte a qualsiasi tipo di imprevisto. Batte qualsiasi modello di palmare, cellulare-agenda o call center. La segretaria del capo continua a ricoprire un ruolo sempre più indispensabile. Infatti, nel corso dell’ultimo anno, la richiesta di questa figura professionale, nel capoluogo lombardo, è aumentata di circa il 60%.
Che le segretarie debbano inventarsi di continuo inesistenti riunioni lo sanno un po’ tutti. Ma ora abbiamo la conferma. Mente l’85% delle assistenti. Lo afferma una ricerca condotta a Milano dalla Camera di commercio. Secondo l’indagine, effettuata intervistando quaranta candidate con diversi livelli di studio, le segretarie però sono anche disposte a saltare (anche molto spesso) il pasto per il proprio capo, a lavorare dopo le otto di sera e a rinunciare ad accudire i propri figli. I dati forniti sono confermati anche da un aumento continuo della richiesta di questa figura sul mercato. Nel 2004, infatti, sono state 1876 le assunzioni per addetti alla segreteria e centralino, in crescita del 60% rispetto alle 1178 del 2003, il 3,2% su un totale di 58.748 assunzioni a Milano e provincia.
Non serve essere bella. Meglio una figura dietro le quinte: nei trasferimenti non segue il capo, assiste solo qualche volta agli incontri di lavoro, ma soprattutto cura l’agenda professionale e personale, la corrispondenza e l’organizzazione di viaggi, appuntamenti e colazioni di lavoro. Si delinea quindi un prototipo di segretaria molto poco coinvolta nelle vicende professionali della persona cui organizza la vita. Ma per questa è pronta a mentire: tra le scuse più gettonate, l’82% punta su una riunione o qualcos’altro di simile, il 62% dice che il capo è al telefono quando non è vero, il 57% che è fuori ufficio. Ma i compiti di una segretaria non si fermano qui. Il 52%, infatti, si occupa anche di provvedere all’acquisto di regali vari, il 35% deve ricordare al capo l’anniversario di matrimonio e il 37% anche compleanni e altre ricorrenze. Meglio di un qualsiasi palmare, dunque. Oltre ad avere una buona conoscenza delle lingue straniere (come inglese, francese e tedesco), il 77% delle intervistate afferma che bisogna essere organizzate ma anche capaci di far fronte a ogni genere di imprevisto. Sono, poi, molto apprezzati anche l’intuito, la determinazione e la precisione. Ma non sono affatto stressate da questo lavoro. Anzi. La grande maggioranza è soddisfatta del proprio lavoro e solo il 7% risponde «decisamente no». Se, però, ci fosse la possibilità di cambiare, il 38% lo farebbe, il 40% dice di no e il 22% ci dovrebbe ancora pensare. Ma, tra quelle che si dicono disposte a cambiare, solo un numero ristretto se la sentirebbe di mettersi in proprio.