Torna di moda il tormentone di Cornigliano

E adesso c’è la corsa a dire che non va bene, che si poteva fare meglio, che il tal passaggio non è chiaro e che il talaltro è ancora oscuro. Dev’esser che Genova si affeziona ai suoi tormentoni, oppure che Claudio Burlando ha fatto tutto troppo in fretta, spiazzando e togliendo la parola a chi avrebbe avuto da dire la sua. Fatto sta che in questo caldo calar d’estate tutti son tornati a parlare delle acciaierie di Cornigliano.
Lo ammettono, che a cose fatte serve poco tornare a rigirar coltelli. Ma tant’è. Beppe Damasio di Momento Liberale s’è comprato addirittura una pubblicità, il Giornale la ospita oggi, per dire che i Ds, nella fattispecie Burlando, hanno perso dieci a zero la partita contro la siderurgia, e cioè Riva, portando tutta Genova in C1, anche per colpa dei troppi che sono rimasti in panchina.
Quella di Damasio sarà solo la prima voce del coro di perplessi e dissenzienti che seguirà. Il 12 settembre tornerà ion piazza per esempio Forza Italia al gran completo. Alle 17 nella sala del centro civico di Cornigliano in viale Narisano gli scontenti, i dubbiosi, i curiosi e la cittadinanza tutta sono invitati dal gruppo consiliare azzurro in Comune. A confrontarsi ci saranno anche i consiglieri regionali azzurri Gino Garibaldi, Luigi Morgillo, Franco Orsi, Matteo Rosso, Gabriele Saldo e i colleghi del gruppo in Provincia. Per chi si domanda se «non potevate dirlo prima», è doveroso anticipare qui la risposta di Sandro Biasotti l’ex governatore: «Io lo dissi subito che quell’accordo non s’aveva da fare». Gliene va dato atto.
Il tormentone Cornigliano è morto, viva il tormentone Cornigliano.