Torna la neve e per i pendolari è il solito inferno

Ci risiamo. Con la neve, col traffico che questa volta ha soltanto rallentato la città e che invece ieri ha paralizzato completamente l’hinterland. Per ore. I primi fiocchi bianchi iniziano a cadere di mattina e continuano fino a sera. Le previsioni parlano di cinque o sei centimetri che si dovrebbero accumulare sul manto stradale, non di più. Ma bastano poche ore perché sulle principali arterie che portano fuori città si creino gli ingorghi. Alle 16 tutte le tangenziali intorno a Milano, in entrata e uscita, sono bloccate, le auto si incolonnano e procedono a passo d’uomo. Lo stesso succede sulle statali 35/36 verso Pavia e Lecco, quest’ultima chiusa per un tratto con i volontari della Protezione Civile e la Polstrada che arrivano sul posto per indirizzare gli automobilisti su un percorso alternativo. Sulla A4 in direzione di Milano i cartelli autostradali annunciano 8 chilometri di coda, in aumento. Anche sulla A7 è tutto fermo. Ma sono soltanto le 17.30 di pomeriggio e stando al meteo le nevicate dovrebbero continuare fino alle 20. Sulle piste degli aeroporti di Linate e Malpensa è stata attivata una task force con 106 uomini e 100 mezzi allo scalo Forlanini, 749 uomini e 273 mezzi in quello varesino. I ritardi sono contenuti e non superano la mezzora. Anche per i treni la situazione rimane nella norma. In città, l’effetto della neve arriva di rimbalzo. Il traffico rallenta per i disagi degli automobilisti, come in piazzale Loreto, ma soprattutto per i blocchi alle porte di Milano. La situazione più grave è tra Fieramilano e Piazzale Kennedy, lungo i viali che portano alle autostrade. Ma i fiocchi bianchi creano problemi anche nella nuova sede del Pirellone, dove ci sono delle infiltrazioni d’acqua. Mentre in via Restelli, un albero cade su un’auto: all’interno c’è un bambino che rimane leggermente ferito.
«Abbiamo prontamente allertato i mezzi dell’Amsa e alle 15.45 è partita la salatura delle strade - dichiarano il vicesindaco De Corato e l’assessore all’ambiente Massari - a cominciare dalla periferia con graduale estensione verso il centro». Le segnalazioni delle difficoltà nell’hinterland sono già arrivate e «vogliamo assicurare l’uscita dalla città dei milanesi e pendolari provvedendo a tenere pulite le principali arterie di scorrimento che dalle periferie portano fuori Milano», assicura De Corato precisando che le tangenziali e le autostrade non sono di competenza dell’amministrazione comunale, «ci auguriamo che anche lì si siano avviate le medesime azioni per evitare rallentamenti».
«Nel centro alle 16 le strade risultano pulite. Mi auguro soltanto che la vista della neve non spaventi gli automobilisti tanto da indurli ad una fuga di massa improvvisa» aggiunge Massari. Anche perché è venerdì pomeriggio e il numero delle automobili in uscita è sicuramente più alto che negli altri giorni. «Stiamo facendo il nostro dovere e poi non si dica che non si riesce ad uscire dalla città», ribadiscono da Palazzo Marino. Ma già si scatenano le polemiche. «Anche questa nevicata coglie impreparata la giunta Moratti. De Corato che aveva annunciato in tv che non ci sarebbero stati problemi, non ha attivato il piano antineve fino a quando non è diventata troppa». Piefrancesco Maran parla a nome del gruppo del Pd in consiglio comunale, incalza dicendo che bastano pochi fiocchi per mettere a rischio paralisi la città. «Il responsabile ha un nome e cognome - aggiunge -: fa da 16 anni il vicesindaco a Palazzo Marino». E la replica di De Corato non si fa aspettare. «Anziché parlare davanti al caminetto il consigliere Maran farebbe bene a verificare la reale situazione. Se vuole, e l’invito è rivolto a tutti i consiglieri del Pd, venga pure alla Centrale operativa della polizia locale in piazza Beccaria. Dove i monitor dicono che le strade di Milano sono tutte percorribili».