Torna il premio Biagi cancellato da Cofferati

«Il Resto del Carlino» rilancia l’iniziativa in ricordo della vittima delle Br e la sinistra si divide. Sdi-Rosa nel pugno contro il sindaco

da Bologna

Il vuoto lasciato dal Comune sarà riempito da un premio alla memoria della città, lanciato dal quotidiano Il Resto del Carlino dopo le polemiche scoppiate sul quarto anniversario della morte di Marco Biagi, il consulente del ministero del Welfare ammazzato dalle Brigate rosse il 19 marzo del 2002 sotto casa a Bologna. Nei piani del sindaco Sergio Cofferati, che da leader della Cgil attaccò e avversò le idee del giuslavorista ucciso, ispiratore della Legge 30 sul lavoro che l’Unione, se vincerà le elezioni, vuole cancellare, doveva essere un anniversario silenzioso e defilato: separato da quello della famiglia che l’anno scorso non si fece vedere alla celebrazione del Comune; senza il premio voluto nel 2003 da Guazzaloca; limitato a una deposizione di fiori nel luogo dell’agguato, in più fissata un giorno in anticipo, domani mattina, e non domenica, il 19. «Per rispettare il lutto privato», la spiegazione ufficiale. Missione fallita, visto le critiche piovute sulla scelta di basso profilo e le celebrazioni alternative che si moltiplicano per domenica.
Il Carlino si è mosso lanciando un premio Biagi che ha già ottenuto il sostegno della famiglia, la vedova Marina Orlandi e i figli, e sta riscuotendo l’adesione delle associazioni e delle categorie economiche della città: «Ci dicono che abbiamo fatto bene a colmare questo vuoto - conferma Armando Nanni, capo delle cronache bolognesi del quotidiano -. Ora dovremo creare il comitato scientifico che assegnerà il premio a realtà che operano nel mondo del volontariato per le fasce più deboli. La prima edizione sarà nel 2007».
La critica rivolta a Cofferati, sollevata per prima dagli alleati dello Sdi-Rosa nel pugno, è di volere cancellare la memoria di Biagi. Ieri il senatore a vita Francesco Cossiga ha lanciato un forte atto di accusa all’ex leader della Cgil, riproponendo la tesi di una sua responsabiltà morale nel delitto: «Prudente è stato Sergio Cofferati a organizzare una commemorazione di basso tono - ha affermato - sentendo evidentemente, ciò che gli fa onore, il peso morale del triste fatto. Certo, comprendo l’imbarazzo dell’Unione e dei sindacati nel cui programma vi è l’abolizione della legge 30, il che sarebbe la vanificazione dell’impegno scientifico e civile di Marco Biagi con un atto che oggettivamente riabilita l’uso della violenza, anche se certo non a bassa intensità, da parte delle Br, sostenute e moralmente ispirate dalla sinistra sindacale».
Dura Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia e coordinatrice del partito in Emilia Romagna: «La sinistra vuole cancellare la Legge Biagi e il suo ricordo. È vergognoso. Per Cofferati e compagni bisogna fare dimenticare gradualmente tutto ciò che è politicamente scomodo. Il sindaco di Bologna e i sindacati rossi ci stanno provando, ma non ci riusciranno».
Dopo essere saliti in Comune, Cgil, Cisl e Uil si sono infatti accodati al basso profilo, rinunciando alla tradizionale iniziativa collegata all’assassinio e contro i terrorismi. Il sindaco ascolta e tace e domani sarà con la sua corona di fiori vicino al luogo dell’agguato, nella piazzetta Marco Biagi ribattezzata così dall’ex sindaco Guazzaloca.