Torna il Professore: "L'alternativa al premier? Chiunque farebbe meglio di Berlusconi"

Dopo che Vendola lo ha indicato come &quot;un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono costruire un centrosinistra capace di guardare al futuro&quot;, ora Prodi torna alla ribalta. Sul <em>Messaggero</em>, punta il dito contro il governo e il premier: &quot;Qualsiasi nuovo timoniere è meglio di
quello esistente&quot;

Milano - Dopo essere stato incoronato da Vendola come "uomo nuovo" della sinistra, essere tornato alla ribalta nel dibattito politico e dopo aver annunciato un programma televisivo su La7 in cui darà lezioni di economia, il Professore torna a parlare e punta il dito contro Berlusconi. In un editoriale apparso su Il Messagero l'ex premiere afferma che "dopo la drammatica estate che abbiamo passato bisogna giungere alla conclusione che, pur navigando in un mare in tempesta, qualsiasi nuovo timoniere è meglio di quello esistente e che il rischio di un cambiamento è certamente preferibile alla certezza che la nostra nave vada a schiantarsi contro gli scogli". Una metafora marittima per dire sostanzialmente: "Metteteci chiunque altro al governo, ma non il Cavaliere".

L'attacco a Berlusconi e al suo governo diventa ancora più diretto quando affronta il tema della manovra preparata e varata durante l'estate. "Di fronte a questo stato di fatto - accusa Prodi - la reazione del governo italiano non è stata, sotto alcun aspetto, all’altezza della situazione. Le successive manovre economiche si sono distinte per la loro insufficienza, frammentarietà e contraddittorietà".

Prodi conclude poi il suo intervento citando anche le ultime frizioni fra la Marcegaglia e il governo, parlando "di un distacco dall’esecutivo di molti dei pilastri che lo avevano sostenuto, a partire dalle associazioni di piccoli imprenditori e della Confindustria, e a un raffreddamento di quella parte delle gerarchie ecclesiastiche e di quei sindacati che, finora, avevano sostenuto il governo".

Non è la prima volta questa nello spazio di pochi giorni che l'ex premier torna a occuparsi della situazione politica del Paese. Già tre giorni fa aveva detto : "Occorre trovare una piattaforma condivisa e un pensiero alternativo. Ma occorre anche, se necessario, fare un passo indietro rispetto alle proprie emozioni politiche altrimenti ci aspettano altri 45 anni di Berlusconi".  I primi segnali di un suo ritorno si erano manifestati a luglio quando aveva ventilato l'idea di andare in tv su La7 per organizzare una serie di puntate in cui tornava a fare il professore d'economia con un talk show in cui come un maître à penser si confrontava con i giovani. Come un panchinaro in attesa di entrare in campo, sembra giunto il momento di fare il suo ritorno in politica, almeno ne è convinta la sinistra, che considera Prodi l'uomo per tutte le stagioni.

Infatti sempre questa settimana Nichi Vendola lo ha indicato come il futuro per il centrosinistra. "E' un punto di riferimento per tutti coloro che intendono costruire un centrosinistra capace di guardare al futuro", aveva detto il leader di Sel. Alla fine a sinistra è sempre la stessa storia. Si parla di "rottamare", di svecchiare ma a dettare la linea è sempre quel professore bolognese che "fermo", "immobile", come diceva nelle sue gag Corrado Guzzanti, attende solo il momento giusto per ributtarsi nella mischia.