Torna il rock punk e fracassone dei Modena City Ramblers

Ricordate i Pogues? Negli anni Ottanta l'irriverente cricca di irlandesi con base a Londra fece parecchio clamore a suon di folk-rock punkeggiante e fracassone. La banda dell’irriverente Shane MacGovan rievocava lo stile delle quadriglie e dei saltarelli del folk celtico attenendosi alla strumentazione tradizionale di chitarre acustiche, banjo, mandolino, concertina, cornamuse, anche se poi rendeva tutto esplosivo con il piglio efferato dei teppisti ubriachi. Fu un successone. In molti presero proprio i Pogues come modello musicale a cui rifarsi. Tra di loro ci sono senza dubbio anche i Modena City Ramblers. Perciò, è da considerarsi una sorta di chiusura del cerchio la collaborazione con Terry Woods, membro dei Pogues e storico alfiere della scena folk rock britannica degli anni '70 (Sweeney’s Men, Steeleye Span). Che, non contento di aver suonato in Dopo il lungo inverno, l'ultimo cd di inediti, ha prodotto Bella Ciao - Italian combat folk for the masses, il disco uscito all’inizio dell'anno con cui il longevo collettivo emiliano, sulla strada dal 1995, prova a esportare in Europa il proprio folk sanguigno e impegnato (a sinistra) rileggendo il meglio del proprio repertorio, dagli esordi a oggi.
Tredici i brani in scaletta, tra cui alcune trasposizioni in inglese e un paio di chicche: la struggente Mondina's Bella Ciao e il traditional Usa Roisin the bow.
«Per creare la scaletta abbiamo identificato una serie di nostri brani che dal vivo si sentono sempre, diciamo i pezzi da novanta della nostra storia. Ci siamo appoggiati a Terry Woods perché ha un “orecchio” internazionale e ci ha consigliato quali delle nostre canzoni sarebbero state i biglietti da visita più efficaci sul mercato europeo. I brani sono stati tutti riarrangiati e registrati, ma abbiamo cercato di dare al disco un’atmosfera più live possibile, che è quella che poi ci rispecchia maggiormente» puntualizza Davide «Dudu» Morandi, la voce maschile (che ha sostituito Cisco, lo storico e carismatico cantante) di una band che negli ultimi anni è riuscita a reinventarsi andando, se possibile, oltre il repertorio più combat e militante, in favore di argomenti e scelte espressive nuove e di contaminazioni imprevedibili. Come nel caso di Dopo il lungo inverno, nel quale si sono concessi inusuali e riuscite digressioni anche verso il reggae e il raggamuffin e la musica araba, africana e balcanica.
Modena City Ramblers
Live Club, Trezzo sull'Adda
Domani, ore 22