Torna la stagione degli amori

P rima vignetta satanica: Luciano Moggi senza turbante mentre abbozza in Tv «Ammetto che il gol di Del Piero era in fuorigioco». Seconda vignetta satanica: Fabio Capello agli stessi microfoni di Sky rivela che «degli arbitri non parlo da due anni» (quando si vince è un esercizio persino facile). La terza vignetta satanica potrebbe arrivare mercoledì sera, magari da Firenze. E lo diciamo con velenosa leggerezza, perché ci piace così e perché ci siamo accorti di un salto di temperatura anche dentro il campionato: ieri a Torino è cominciata la stagione degli amori.
Al Delle Alpi sono fiorite le margherite e l’arbitro Dattilo le ha colte tutte, recandole in dono alla Signora. Mentre lui si chinava sul prato e - accompagnato dal flauto di Pan - osservava petali prematuri spuntare dall’erba, Muntari dell’Udinese veniva espulso con disinvolta severità, Del Piero segnava il gol partita in fuorigioco di una yarda e Cannavaro commetteva su Vidigal un carognesco falletto da rigore. Spinta leggiadra da dietro, ma non è detto che per sbilanciare un avversario servano i colpi di mortaio.
Due punti regalati alla capolista, che neppure avrebbe bisogno di spinte per rimanere lassù da sola. Per un esercizio di contabilità spicciola, aggiungiamo che senza le distrazioni di Dattilo, adesso l’Inter sarebbe a -6, con lo scontro diretto domenica a San Siro. E per la verità, in mezzo, una partita micidiale mercoledì a Firenze. Nessuna insinuazione, nel calcio italiano quelle galleggiano felicemente da un secolo. Solo un invito agli arbitri: se non volete salvare il campionato (in fondo non è compito vostro), provate almeno a salvare la faccia.