Torna la tensione tra Vaticano e Gerusalemme

Nuove tensioni tra Santa Sede e Israele per la politica troppo restrittiva sui visti. Le conferma padre David Jaeger con un commento affidato all’agenzia «Asianews». Il francescano, protagonista delle trattative tra lo Stato d’Israele e il Vaticano, parla di «un’ondata di rifiuti di visti di ingresso e permessi di soggiorno al personale ecclesiastico e religioso assolutamente necessario per la vita della Chiesa». Si tratta di preti e suore di origini arabe (come è araba la quasi totalità dei cristiani israeliani), provenienti da Paesi ostili allo Stato ebraico. «La situazione - aggiunge il religioso - degenera ulteriormente da un giorno all’altro. In queste ore l’insieme dei fedeli di rito siro-cattolico a Gerusalemme è privato dell’unico sacerdote designato per celebrare la Messa per loro. È mio ospite a Roma, ma da tempo attende, finora invano, il visto che gli permetta di recarsi al suo posto».
Il francescano dopo aver parlato di «ricorrenti tsunami, che si abbattono su di noi sempre più frequentemente, e per certi versi, con sempre maggior severità», ricorda che con l’Accordo fondamentale con la Santa Sede, entrato in vigore nel 1994, lo Stato di Israele ha riconosciuto esplicitamente il «diritto della Chiesa Cattolica a formare, nominare, e dispiegare il proprio personale nelle sue istituzioni e per l’espletamento delle sue funzioni».