Torna il Terzo Valico, sparisce il governo

C'erano praticamente tutti, ieri, a palazzo Tursi, nel salone di Rappresentanza per ribadire che il Terzo Valico s'ha da fare. C'erano gli assessori ai Trasporti liguri e piemontesi, c'era la sindaco Marta Vincenzi, c'era il presidente della Provincia di Alessandria Filippi e anche i senatori Luigi Grillo (Forza Italia) e Graziano Mazzarello (Ulivo) da sempre strenui sostenitori di una nuova infrastruttura Genova-Milano per l'alta velocità. C'era Marco Bisagno, presidente Assindustria Genova, Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio del capoluogo, e c'erano i rappresentanti delle associazioni «La Maona» e «100% per Genova e la Liguria», che hanno organizzato il convegno.
A non esserci, invece, l'amministratore delegato delle Ferrovie Moretti, e nessun esponente del governo: nessuno dei ministeri Ambiente, Infrastrutture, Economia, Trasporti. Insomma nessuno tra quelli che, in modo e forma diversa, il Terzo Valico, di recente, l'ha nuovamente affossato. Forse per questo ieri erano tutti d'accordo. Di più: ieri, erano tutti insieme a esultare per la ricomparsa del Terzo Valico tra le infrastrutture prioritarie indicate nel Dpef, come il Waterfront e il tunnel sotto il porto. Mazzarello, sornione, non si sorprende: «Il Terzo Valico è sempre stato tra le opere prioritarie ed è indicato sulla carta del Dpef con la stessa priorità della Torino Lione e del Valico del Brennero». Ma se si ricorda che i soldi del governo quest'anno non sono sul piatto, Mazzarello rilancia che i soldi sono stati messi per tante altre opere importanti per la Liguria: raddoppio ferroviario Andora-San Lorenzo, Andora-Finale, metropolitana Brignole-stadio, Gronda di Ponente, nodo viario di San Benigno e altro ancora. Di fatto però, se come ha ricordato Giovanni Grimaldi, il Terzo Valico a metà giugno non rientrava tra le 50 opere indicate dal governo per la richiesta di finanziamenti comunitari, ora dicono che nella richiesta formale del prossimo 20 luglio ci sarà.
Il senatore Grillo dice che è cosa buona, anche se puntualizza, che «a differenze di altre opere non si dice come il governo intende finanziarlo», mentre l'assessore Regionale ai Trasporti Luigi Merlo ammette che solo ora «il Terzo Valico rientra in modo sostanziale tra i corridori europei indicati dai documenti del governo, ma ora bisogna far sì che questo successo abbia un riscontro a livello comunitario e in Finanziaria».
«Ora che siamo tutti d'accordo bisogna solo trovare le modalità per come farlo questo Terzo Valico» dice la sindaco, che ieri ha puntato a mettere insieme amministrazione e società civile per dare una sola voce a questa battaglia quasi centenaria. E sul come, Maurizio Maresca, docente e consulente della Giunta Vincenzi annuncia che «il Comune è pronto a diventare il main contractor di un progetto finanziato anche dai privati». Insomma, il senso è chiaro, «perché anche se fosse stato meglio se la gestione della costruzione fosse avvenuta a livello nazionale - aggiunge Maresca - noi il Terzo Valico siamo pronti a farcelo da soli». E qui, anche se Vincenzi dice che i soldi non c'erano ancora e ora vanno cercati, mentre Grillo ricorda che il progetto già c'era e i finanziamenti dei privati pure, tutti sono pronti a ripartire dalla situazione attuale.
A ribadire come i soldi per la Liguria e per il Terzo Valico potrebbero facilmente arrivare grazie all'autonomia finanziaria dei porti e senza intervento governativo ci ha pensato l'assessore Merlo: «L'extragettito dei porti liguri oggi garantisce al governo 4 miliardi l'anno e con una norma che potrebbe presto essere attuata saremmo in grado di pagarci da soli il Terzo Valico». Cosa che non dispiace neppure a Grillo, che ribadisce di essere stato il primo a proporre un'iniziativa che andasse in questa direzione.