Torna a vivere l’antica Roma di vicoli e dimore patrizie

Una città compatta, densa, dagli alti palazzi, piena di vicoli, case. Poche piazze, ben delimitate. Una città ben diversa dalle immagini trasmesse dai film storici, che mostravano grandi aperture e larghi viali. È questa la vera Roma che emerge dagli scavi archeologici di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, da domani aperti gratuitamente al pubblico su prenotazione. «Per trovare questi reperti - ha sottolineato Enrico Gasbarra, presidente della Provincia - abbiamo dovuto rimuovere 1250 quintali di materiale di scarto, scaffali, mobili e scartoffie, portati via con 130 camion. Le scoperte che possiamo ammirare oggi, rappresentano il traguardo dei lavori iniziati due anni fa». Edifici di lusso, domus a più piani, con ricchi apparati decorativi, risalenti al tardo II-III secolo d. C., statue, mosaici e un’area termale, di 154 mq, con vasche per acqua calda e fredda, percorsi climatici e condotti. Un quartiere dove probabilmente vivevano i senatori, tra cui un certo Flavius Asterius, noto come commentatore di Virgilio, a cui apparterrebbe una delle domus. Ma quello che il visitatore si troverà di fronte non sarà una normale visita a degli scavi archeologici. In una parte dell’area, la sala principale, la sala del mosaico e la sala dell’impluvio, grazie a decine di proiettori nascosti e alla computer graphic, il visitatore si vedrà materializzare, davanti ai propri occhi, la ricostruzione tridimensionale di come si presentavano gli edifici in origine. Sarà così possibile entrare virtualmente nell'antica Roma, guidati dai commenti curati da Piero Angela.