Tornano all'antico splendore le suite storiche del Danieli

Che sia il Carnevale, la Festa del Redentore, la Regata Storica, il Festival del Cinema, la Biennale d'Arte, ma anche più semplicemente una mostra, un anniversario o un compleanno, un motivo per andare a Venezia lo si trova sempre, in qualunque periodo dell'anno. Che sia primavera con il campanile di San Marco che svetta sotto il sole nel cielo azzurro o, pieno inverno con calli, campi, rii e canali avvolti dalla nebbia, la città lagunare ha sempre fascino da regalare a chiunque si avvicini a lei.
Una buona occasione per approfittarne nel giro di qualche settimana è, senz'altro, la 55° edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte che si svolgerà dal primo giugno al 24 novembre ai Giardini dell'Arsenale (vernice il 29, 30 e 31 maggio), nonché in vari luoghi della città.
Già Venezia di suo è davvero cosmopolita, ma nel periodo della Biennale (così come in quello del Festival del Cinema) diventa davvero una Babele dove incontrare personaggi internazionali del mondo dell'arte, della cultura e del cinema. Molti di loro alloggiano al Grand Hotel Danieli. Che già da solo vale un'esperienza.
L'albergo è ospitato nel Palazzo Dandolo fatto costruire dal doge Enrico Dandolo su Riva degli Schiavoni alla fine del XIV secolo. All'epoca il Senato della Serenissima incoraggiava la costruzione di dimore ricche e sontuose a testimonianza della potenza della Repubblica Veneziana e Palazzo Dandolo era considerato il più nobile e il più bello dei tempi. Con la caduta della Serenissima la dimora attraversò alterne fortune fino a quando Giuseppe Dal Niel, un personaggio che acquisirà molta importanza nella Repubblica, agli inizi del XIX secolo lo acquistò per trasformarlo in albergo, dandogli il nome di Royal Danieli. Situato in una spettacolare posizione sul Canal Grande con una prospettiva unica su Palazzo dei Dogi, confinante con Piazza San Marco, oggi l'ospitalità dell'Hotel Danieli è l'esperienza da vivere in tre palazzi attigui: Palazzo Dandolo, Palazzo Casanova e Palazzo Danieli Excelsior, detto anche «Danielino», risalenti rispettivamente al XV, XIX e XX secolo. Con un investimento globale di 40 milioni di euro Gruppo Statuto - proprietario fra l'altro anche del Four Seasons e del costruendo Mandarin Oriental di Milano - ha avviato nel 2008 un corposo piano di ristrutturazione del Danieli, da poco concluso, e nel quale sono stati coinvolti gli architetti e interior designer di fama internazionale, Jaques Garcia e Pierre Yves Rochon.
Un restauro che ha tolto la polvere del tempo ma non l'allure dello storico albergo. La sua bellezza ha conquistato in tempi diversi personaggi come il Re Guglielmo di Prussia, Charles Dickens, Richard Wagner, Giovanni Agnelli, Silvio Berlusconi, Giorgio Armani, Federico Fellini, Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Martin Scorzese, Coco Chanel, Bill Gates, l'Emiro del Qatar. E il libro d'oro degli ospiti illustri potrebbe continuare per pagine e pagine. Re, regine, presidenti, capi di stato, attori, registi, compositori, cantanti e stilisti. Ma soprattutto il Danieli ha contribuito a far innamorare di Venezia tre dive icona di fascino e femminilità: Maria Callas, Greta Garbo e Grace Kelly. A loro, infatti, sono dedicate le tre suite storiche dell'albergo, fresche di un restauro da dieci milioni di euro, una diversa dall'altra per colori e carattere.
«Noi puntiamo all'unicità dell'offerta - racconta durante un pranzo sulla splendida terrazza del ristorante l'elegante e simpatico Christoph Mercier, general manager francese dell'albergo - e i clienti ringraziano confermando puntualmente la loro presenza, nonostante i tempi difficili. In albergo abbiamo anche camere da 300 euro a notte - per chi comunque vuole togliersi lo sfizio di dormire e di potersi aggirare per scale e saloni avvolti di storia secolare del Danieli e offriamo anche la possibilità di accedere per colazione, pranzo e cena al nostro invidiato ristorante dove la cucina, sotto la regia dello chef Gian Nicola Colucci, non ha eguali, come del resto la vista dalla celebre terrazza adiacente». «Ma - continua Mercier - la nostra clientela - in maggior parte statunitense, anche se non mancano certo gli europei e gli italiani in particolare - è molto attenta agli ambienti, alla discrezione, alla tranquillità e al servizio. Per questo sceglie le nostre tre suite storiche, oltre all'appartamento Doge Dandolo Royal Suite». «Può sembrare strano - conclude Mercier - ma, paradossalmente, anche in questo periodo di crisi abbiamo liste d'attesa per le suite che vendiamo a 6-10 mila euro a notte e meno per le camere da 300 euro. In tempi difficili i super ricchi non tradiscono chi mantiene e rinnova la qualità dei servizi offerti. Ed è per questo che stiamo ancora ristrutturando camere, trasformando e unendo tra loro le vecchie doppie in nuove junior suite con terrazza».
Un soggiorno storico e indimenticabile alla portata, quindi, di tutti, o quasi.