Tornano i Deep Purple i pionieri dell’hard rock

ON THE ROAD La band britannica nata nel 1968 è ancora sulla breccia, nonostante l’addio di Ritchie Blackmore. Rispolverati classici come «Black Night», «Hush» e «Child in time»

«Oggi il rock non è più un genere definito come lo era in passato. È un termine senza senso, si può dire che ormai rock è tuttoe niente. È un genere attraversato da una grande crisi creativa, appiattito com'è sui soliti suoni». Impietoso il giudizio di Ritchie Blackmore, ex padre e padrone dei Deep Purple. Di tutt'altro avviso i suoi ex colleghi che, dal 2000 in avanti, hanno deciso di riproporsi «on the road» con lo storico e gettonatissimo marchio dell'hard-rock (datato 1968), rispolverando hit indimenticabili come Black night, Hush, Woman from Tokyo, Child in time e Smoke on the water, classico dei classici, con quel giro iniziale seguito dalla chitarra in distorsione, emulato e copiato innumerevoli volte, nonché test obbligato per qualunque giovane aspiri a fare il rocker con la chitarra elettrica. Il gruppo inglese di oggi, stasera al Forum di Assago (ore 21, ingresso 45/30 euro, supporter il chitarrista di Vasco Rossi Maurizio Solieri) rimane una delle più grandi «live band» di sempre, grazie al carisma immutato del leggendario cantante Ian Gillan, la più «storica» delle voci, e alla sezione ritmica della formazione originale composta dal bassista Roger Glover e dal batterista Ian Paice. Ad affiancarli due musicisti di livello assoluto: il chitarrista Steve Morse, uno dei virtuosi della sei corde più amati, studiati e imitati, e il tastierista Don Airey, musicista di esperienza, già al fianco di Rainbow e Black Sabbath. Tra l'altro, l'intramontabile cricca «dal muro del suono più potente dell'intero circuito rock», che ha sempre puntato su un ricorso massiccio all'amplificazione e sulla ripetizione di riff di chitarra elementari ma lancinanti, piace non solo ai nostalgici degli anni Settanta ma anche alle nuove generazioni. Un esempio? A fine agosto, al festival nel nuovo polo fieristico di Rho-Pero, rimpiazzarono all'ultimo momento gli Oasis, eppure seppero conquistare senza troppe difficoltà gli orfani degli ex re del Brit pop. Da autentici miti del rock.