Tornano i "No Tav": in azione in Val di Susa contro la Torino-Lione

Nei prossimi giorni le trivelle entreranno in azione per effettuare i sondaggi geologici previsti dall'Osservatorio tecnico. Ma i &quot;No Tav&quot; tornano in campo. Incontro con gli amministratori locali. Cota: &quot;Questo è il tempo della responsabilità&quot; <br />

Torino - I No-Tav rimettono in moto la protesta. Circa 500 persone si sono date appuntamento all’autoporto di Susa; guidate dal leader storico del movimento, Alberto Perino, hanno marciato pacificamente nei punti "S 68" e "S 69", le due porzioni di terreno distanti circa 500 metri l’una dall’altra, dove le trivelle scaveranno nei prossimi giorni. Poi, al sito 68, hanno montato il loro presidio su terreno di proprietà del Comune di Susa. Una casa di lamiera lunga 5 metri e alta 3 con due cartelli tipici della segnaletica stradale, affissi sopra la porta dell’entrata, con scritto "No Tav" e "No sondaggi". "Presidieremo notte e giorno, da qui non passerà nessuno", ha detto Perino per spiegare la contrarietà del movimento sia all’opera che ai sondaggi geognostici (91 previsti lungo tutto il tracciato della linea ferroviaria). Oltre ai No-Tav, presenti anche alcuni amministratori delle valli contrari all’opera, tra cui il sindaco di San Didero e i vicesindaci di Avigliana e Mattie. Nessun disordine né blocco del traffico. Ma il governo è intenzionato ad andare avanti e dà fiducia all'Osservatorio, l'organismo tecnico che, entro gennaio, deve presentare il progetto della nuova ferrovia.

Cota: è il tempo della responsabilità "Per alcuni oggi è il giorno delle manifestazioni contro la Tav, per noi, invece, oggi è il Tav day, il giorno della riaffermazione del fatto che questa grande opera pubblica deve a tutti i costi essere realizzata: ora è il tempo della responabilità". Sono le parole del candidato alla presidenza della Regione Piemonte per Pdl e Lega, Roberto Cota che, in una conferenza stampa con gli alleati della coalizione alla quale era presente anche il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, è tornato a parlare di uno di quello che ha definito il "tema centrale per il futuro della nostra regione". Secondo Cota la spinta per realizzare l’alta velocità Torino-Lione "deve arrivare dal Piemonte e non basta un’intervista per dare delle garanzie. La risposta deve arrivare dalla politica e un presidente di Regione espressione di un partito alleato con i No Tav non ci dà garanzie". Per il candidato del centrodestra "bisogna rimuovere gli ostacoli e realizzare la Tav, non possiamo avere gente che rema contro gli interessi dei piemontesi e della Val Susa".

Aiuti alla Val Susa Per questo, ha annunciato Cota, "voglio individuare un pacchetto di misure a sostegno della Val Susa, misure sia a livello di Regione che di governo al quale io mi impegno a richiederle, per lo sviluppo di questa realtà e la cosa che intendo fare in questa campagna elettorale è incontrare i sindaci della Val Susa per fare un patto istituzionale con loro".

L'importanza dei sondaggi Quelli che stanno per prendere il via a Torino e provincia sono sondaggi che "non solo non fanno alcun danno ma sono un patrimonio di conoscenza in più per sapere com’è il territorio". A sottolinearlo è stato il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino. "La Tav è sempre più importante e non farla vuol dire ledere gli interessi del Paese e del Piemonte in particolare". Il sottosegretario Giachino ha poi dichiarato che "negli ultimi otto anni la regione che è cresciuta meno, la metà della media nazionale, è stata proprio il Piemonte e se vogliamo tornare a crescere dobbiamo inserire motori di spinta nuovi, fra cui le infrastrutture".