Tornano i nomadi a Bacula De Corato: «Ora la cancellata»

Baracche dismesse e tanta sporcizia. Stendibiancheria, tavoli e seggiole accanto a cumuli di rifiuti inceneriti. Gli scatti rubati mostrano perfino i bambini anche se qui le condizioni per vivere non ci sono proprio.
È il nuovo insediamento rom abusivo sotto il ponte Bacula, sulla strada che porta alla Bovisa. «Nuovo» è un modo per dire che due mesi fa gli zingari non c’erano. Ma è la settima volta in due anni che si accampano i nomadi a ridosso di questi binari e sotto il cavalcavia. Il modulo è sempre lo stesso: si insediano, vengono allontanati, ritornano. L’ultimo blitz delle forze dell’ordine risale al luglio scorso. «Immaginavamo che si sarebbero ripresentati da quando abbiamo sgomberato Bovisasca (altra zona di campi abusivi) - è il primo commento del vicesindaco Riccardo De Corato -. A gennaio è previsto un nuovo intervento della forza pubblica, dopo di che metteremo una recinzione in ferro per impedire che tornino, ci stiamo già lavorando». De Corato illustra i dettagli: «Abbiamo fatto riunioni su riunioni insieme con il prefetto Gianvalerio Lombardi. Installeremo una cancellata in ferro con base in cemento armato, alta fino a tre metri, come quella che protegge il cavalcavia di viale Certosa. Lì finora nessuno ha forzato la recinzione».
De Corato aggiunge che i costi del sistema di protezione saranno a carico del Comune, «dovremmo rimanere sotto i 20mila euro perché verrà realizzata dai nostri fabbri, insomma risparmieremo sulla mano d’opera». Se questo è il deterrente azzeccato è un po’come ammettere che tutti gli sgomberi fatti finora non sono serviti a niente. Da via Novara a viale Fermi, da Bovisa al ponte della Ghisolfa a Bacula, gli insediamenti vengono sradicati ma poi rispuntano come il trifoglio. «Non è così - ha replicato il vicesindaco - La politica degli sgomberi è servita eccome. A gennaio 2007 gli abusivi erano diecimila, erano appena state aperte le frontiere, ne arrivavano a getto continuo. Ma con gli interventi ripetuti della forza pubblica i rom sono più che dimezzati. Oggi si stimano 5.000 nomadi di varie etnie». Presi per stanchezza, dunque. Nel 2007 i blitz delle forze dell’ordine per sgomberare i campi abusivi sono stati una sessantina, nel 2008 una trentina. Restano come spine nel fianco ancora cinque baraccopoli abusive popolate da una cinquantina di nomadi ognuna: nell’area Marchiondi di via Noale, in via Alzaia Naviglio Grande (una trentina di baracche fino ai giardini di via Tortona), sotto il cavalcavia Giordani, in via Vaiano Valle a Poasco e nell’area dismessa di via San Dionigi 111. «Stiamo facendo pressione sul ministro degli interni perché recepisca una direttiva europea che prevede l’obbligo di espulsione per i cittadini comunitari che risultino nullafacenti dopo 3 mesi di soggiorno - ha aggiunto De Corato - perché con una semplice notifica di allontanamento, come si fa adesso, di fatto non se ne va nessuno»