Tornano i prof severi: un allievo su due non supera l’anno

Nei prossimi giorni i risultati ufficiali degli scrutini. Ma la tendenza è chiara: "bocciato" il 20% degli studenti, "sospeso" il 30%. Critica la situazione negli itituti tecnici

Quasi la metà degli studenti italiani vivrà un’estate torrida nonostante la variabilità meteorologica. Circa il venti per cento di loro, infatti, domani leggerà il proprio nome sotto la lista dei «non ammessi», cioè tra i bocciati. L’altro trenta per cento, invece, sarà iscritto nella lista dei «sospesi» e dovrà studiare a tutto spiano per recuperare due ma anche tre debiti entro la fine di agosto, oppure arrendersi e accettare la bocciatura che arriverà, dilazionata, tra un paio di mesi. A Pistoia gli studenti «non ammessi» hanno pensato bene di ribellarsi e strappare i tabelloni con i risultati, insultare e minacciare alcuni professori e rovesciare cassonetti della spazzatura fuori dall’istituto.
Anche loro fanno parte di quel popolo di bocciati o «sospesi» che pare rappresenti quasi la metà della popolazione scolastica quest’anno. La tendenza che il Giornale è in grado di anticipare deriva da una mini indagine svolta in diverse scuole italiane a chiusura degli scrutini. I dati ufficiali si conosceranno solo tra qualche giorno, le scuole cominceranno domani a trasmetterli al ministero dell’Istruzione. Ma fin da ora si può affermare che la situazione negli istituti tecnici è molto critica e la percentuale di sospesi è altissima. Meglio gli scientifici e i classici. Ma vediamo in dettaglio.
Istituti tecnici: a Milano, per esempio, le bocciature oscillano tra il 17 e il 21 per cento, i «rimandati» sfiorano il 30. Nonostante queste cifre, Giovanni Manfredi, vicepreside del Molinari di Milano, spiega: «Siamo riusciti a non fare un’ecatombe. Le sospensioni sono state devastanti, la procedura fa acqua da tutte le parti».
Ma se a Milano si lamentano, al Centro-Sud sono ancora più in crisi. Nella capitale l’esercito dei sospesi negli istituti tecnici industriali che devono accollarsi anche tre materie sale fino al 35%, mentre i bocciati si assestano intorno al 15. Più accettabile la situazione nei commerciali: i bocciati diminuiscono, ma i ragazzi con giudizio sospeso superano il 30% e si presentano spesso con tre materie da recuperare. Infine il Sud: a Napoli, colpita dalla piaga degli abbandoni (negli istituti tecnici si sfiora il 12 e 13%), la media dei bocciati arriva al 28% mentre quella dei sospesi è di circa il 35.
Dagli istituti tecnici ai licei. Qui i bocciati aumentano rispetto all’anno scorso e le sospensioni sono più contenute. In un classico di Milano, per esempio, a settembre si presenterà il 26% dei ragazzi, mentre le bocciature interessano il 14%. Le materie più ostiche sono le solite: matematica, latino, greco. «Questa sospensione del giudizio ha creato un certo rigore – spiega Mirella De Carolis, preside del liceo Carducci – e quest’anno abbiamo bocciato un po’ di più, però dobbiamo aspettare settembre per vedere quante sospensioni si tradurranno in bocciature». Al Carducci, così come in molte altre scuole milanesi, le verifiche si svolgeranno durante la prima settimana di settembre perché «in agosto trovare personale è impossibile e i genitori vogliono andare giustamente in vacanza». Anche nei licei scientifici la tendenza è quella di rinviare ai primi di settembre la verifica della preparazione. Roberto Silvani, del liceo Alessandro Volta, spiega che «lavorare a Milano in agosto è impossibile». Poi critica i corsi di recupero che «sono costosissimi mentre quelli interclasse hanno un’efficacia limitata». Quanto alle bocciature nel suo istituto sono limitate al 5%, mentre i sospesi nel giudizio sono il 20% degli studenti.