Tornano di moda i merletti

ACCESSORI Esposti anche pizzi veneziani del ’600 e trine delle più celebri manifatture francesi

Maria Antonietta li prediligeva di colore chiaro. Al contrario dell’imperatrice Eugenia. E molto apprezzati erano anche dalla regina Vittoria e da Napoleone che ne ha rilanciato la manifattura con generosi finanziamenti statali. Si tratta dei merletti un tempo indispensabili accessori nell’abbigliamento di corte e ora protagonisti di una mostra, «In quelle trine morbide. Merletti dell'Ottocento della collezione Arnaldo Caprai», allestita al Museo Napoleonico fino al 29 marzo. L’esposizione dei pizzi di una delle più importanti raccolte tessili europee private offre l’opportunità di ammirare un’ampia panoramica della produzione delle diverse manifatture europee di merletti realizzati in gran parte nel corso dell’Ottocento.
Ad accogliere i visitatori prima dell’inizio del percorso espositivo un gruppo di merletti del museo, restaurati in occasione della mostra. Una ventina di dentelles che sono appartenuti alla moglie di Napoleone III, e tra questi una mantiglia di pizzo nero donata ad Eugenia nel 1876, durante un suo viaggio in Spagna. «L’esposizione - chiarisce Maria Elisa Tittoni, responsabile dei Musei d’arte medievale e moderna - ci è sembrata l’occasione più adatta per far dialogare i merletti di Eugenia con quelli della collezione Caprai».
Nella prima sala invece spazio a un assaggio della produzione veneziana di pizzi risalenti al 1660: diversi colli femminili in merletto, lavorati ad ago e formati da fiori sparsi e in rilievo. Segue l’ampia rassegna della produzione ottocentesca di raffinati pizzi di Argentan, Alencon, Chantilly e Valenciennes: tanti polsini, cravatte femminili lavorate a fusello, copricapo, scialli con applicazioni in merletto Bruxelles. E poi i ventagli per ogni occasione: pieghevoli per cerimonia, con lavoro a fuselli; da sera ornati in merletto Chantilly.
Non mancano le cuffie, gli ombrellini, i fichu e i fazzoletti, da gala, nuziali o utilizzati come pegni d’amore. Fra i tanti oggetti la camicia da notte della regina Vittoria con le iniziali ricamate e piccoli volants in pizzo Valenciennes e un fazzoletto femminile di Maria Luisa d’Austria con ai bordi orli a giorno su sfilature e con ricamate le iniziali. La seconda moglie di Napoleone è stata una grande estimatrice di merletti, nella sua corbeille di nozze i pizzi erano presenti in grande quantità: fichu, scialli, veli, mantiglie scelti per lei dalla cognata Carolina, una vera intenditrice in questo campo.
Completano l’esposizione diversi strumenti per il ricamo: metri per merlettaie con custodia in avorio, porta aghi, avvolgi filo, astucci per cucito da viaggio.
La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Il 24 e il 31 dicembre fino alle 14. Ingresso 5,50 euro.