Tornano a scattare le manette E Prosperini finisce in carcere

REAZIONI Formigoni: «Sono certo che riuscirà a dimostrare la sua innocenza»

MilanoMazzette al Pirellone. L’assessore regionale al Turismo della Lombardia, Pier Gianni Prosperini, è stato arrestato ieri sera dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, su ordine del giudice per le indagini preliminari Andrea Ghinetti. In manette anche il proprietario di Odeon Tv, Raimondo Lagostena Bassi, e Massimo Saini, titolare della Publicis, una società di consulenza di comunicazione. Le accuse a vario titolo sono di corruzione, turbativa d’asta e distrazione di fondi, truffa aggravata. Secondo la procura, ci sarebbero state delle irregolarità negli appalti alle società a cui era affidata la gestione dei prodotti di pubblicità televisiva per la Regione e per il marketing del turismo. In particolare, le Fiamme gialle hanno individuato in Svizzera un conto intestato a un fiduciario, ma dietro il quale ci sarebbe proprio Prosperini, e sul quale Lagostena Bassi avrebbe versato 230mila euro in cambio dell’assegnazione di un appalto colossale: 7 milioni e mezzo di euro per la promozione turistica in televisione, che Odeon si sarebbe aggiudicata grazie alla tangente. In più, per questo «favore», Lagostena Bassi (patron del gruppo Profit, titolare dei marchi Odeon Tv e Telereporter) avrebbe abbonato dei debiti contratti dall’assessore per circa 200mila euro. Insomma, un «patto» da 400mila euro in cambio di un finanziamento milionario. La campagna elettorale per le prossime elezioni di marzo è appena partita. E una tegola, enorme, cade sulla Regione.
L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pubblico ministero Paolo Storari, va avanti da più di un anno. «Attrazione fatale», è il nome dell’inchiesta. Stesso nome del nome del portale di promozione turistica finito nel mirino dei finanzieri. E nella rete dell’inchiesta finiscono altri sei indagati, tra cui due funzionari regionali. Il nome dell’assessore era già finito nel registro degli indagati nel giugno dello scorso anno, quando il pm Francesco Prete, allora a Milano, contestò almeno duecentomila euro prelevati dai fondi destinati alla diffusione dello sport in Lombardia, sarebbero stati utilizzati da Prosperini per comprarsi spazi pubblicitari su sei emittenti televisive locali: lunghi spot in cui l’assessore si occupava unicamente di fare propaganda a se stesso. E già in quell’occasione, gli uffici regionali erano stati perquisiti dalla Guardia di finanza, che si era presentata anche nelle sedi di sei emittenti (Odeon, Reporter, Telecity, 6 Tv, Telelombardia e Antenna 3). In quell’occasione, avvisi di garanzia per truffa ai danni dello Stato vennero consegnati a Prosperini, al direttore del settore Sport della Regione, Roberto Lambicchi, e a un collaboratore dell’assessore. «Ho pagato con soldi miei e posso dimostrarlo - aveva detto Prosperini in quell’occasione -, questa inchiesta è un tentativo di screditarmi perché do fastidio». E ieri notte, in diretta televisiva, lo stesso Prosperini ha cercato di negare l’evidenza. «Non è vero che mi stanno arrestando, la notizia che è uscita è sbagliata. Ora non posso più parlare, ma sono qua bello paciarotto». L’assessore, è vero, non poteva più parlare. I finanzieri, infatti, lo stavano per portare nel carcere di Voghera.
Immediata, in serata, è arriva la solidarierà del governatore Roberto Formigoni. «Sono certo che Pier Gianni Prosperini saprà dimostrare la sua estraneità e la sua innocenza, di cui non ho motivo di dubitare. E confido che la giustizia, a cui va lasciato compiere il suo corso, saprà arrivare a conclusioni certe in un tempo molto rapido». Allo stesso modo, il presidente della Provincia Guido Podestà si dice «sicuro che Prosperini proverà la sua estraneità agli addebiti contestatigli e che la magistratura saprà rapidamente concludere le indagini con giusto equilibrio».