Tornano sui binari i treni dimenticati delle linee lombarde

Il 2 marzo sarà la giornata delle tratte dismesse come quelle tra Rovato e Iseo e tra Erba e Asso

«Veloce come un treno»: eppure non sempre è questo il modo migliore per apprezzare un viaggio su rotaia. Perché il viaggio diventi un'esperienza, occorre il tempo giusto. Mentre in questi giorni si leva da più parti l'elogio alla lentezza - dal 25 al 27 febbraio le giornate mondiali per celebrarla - anche i treni si adeguano ed è con il giusto anticipo, dato l'augurio a cambiare velocità nella vita, che dovreste segnarvi in agenda la data del 2 marzo, quando alcune delle Ferrovie dimenticate torneranno a vivere.
In Italia sono oltre 500 i chilometri di binari storici, sui quali però non viaggia più alcun treno: vetuste o scartate da tratte più veloci, pur non puntuali, alcune di queste strade ferrate sono state convertite in percorsi ciclo-pedonali che conservano la memoria di tracciati, attraversando scorci di natura altrimenti invisibili, borghi, caselli e stazioni del tempo che fu. Ma si può fare di più per continuare a valorizzare questo patrimonio (c'è anche un disegno di legge del senato del 2006, N°1170), come già fanno altri paesi europei.
Un ulteriore passo l’ha compiuto l'associazione milanese Co.Mo.Do, bell'acronimo per Confederazione mobilità dolce, organizzando il 2 marzo la prima giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate. Si tratta sia di tratti ferroviari minori, sia di rotaie in disuso. Solo in Lombardia, secondo il database dell'associazione, sono 19 i tratti ferroviari in via di estinzione, alcuni di pochi chilometri, altri, come la Cremona-Rovato-Iseo, di oltre 60.
Su nove di questi percorsi, domenica 2 marzo, si tornerà in alcuni casi a sentire il fischio del treno: sarà la storica automotrice diesel Schienenbus, unica in Italia, a scarrozzare alcuni fortunati passeggeri fra Iseo e Rovato con partenza alle 9. Per salire in carrozza invece sul tracciato delle Nord fra Erba e Asso si dovrà attendere il 9 marzo, alle 9.45 da Seveso, ma al capolinea un mostra di fermodellistica darà il benvenuto ai partecipanti. In altri casi si potrà pedalare o camminare lungo il percorso della ferrovia.
Fra Grandate e Malnate per esempio, grazie al nuovo progetto di recupero, sarà possibile effettuare un sopralluogo ciclo pedonale sul segmento già ripulito che da Villa Guardia (2 marzo alle 11) conduce verso Lurate Caccivio. Tutti a piedi anche nell'Oltrepò, lungo la vecchia strada ferrata che collegava Varzi a Voghera dalla cui Piazza Duomo alle 9 si partirà per un viaggio di 12 km - solo 75 sono però i metri di dislivello - per arrivare fino a Salice Terme, molte ore e molte soste dopo: sul percorso infatti saranno numerosi gli stand gastronomici, mentre a Salice una mostra illustrerà il progetto di recupero di queste rotaie storiche per la valle Staffora.
Altri itinerari a piedi o in bicicletta toccano, nel mantovano, la vecchia linea Ostiglia-Legnago, nel bresciano la Palazzolo-Paratico e a Varese la Valmorea. Infine una chicca per gli amanti del tram che potranno percorrere a piedi una parte del viaggio della Como-Erba-Lecco (2 marzo alle 10 da Camnago Volta). Per informazioni ferroviedimenticate.it.