Tornano le tartarughe Ninja per salvare New York in pericolo

In anteprima a Cartoons on the Bay la storia dei piccoli mutanti

nostro inviato a Salerno

Sono state create per prendere in giro il mondo dei supereroi. Ma in un lampo i bambini di tutto il mondo le hanno innalzate sull'altare dei miti buoni. Pasticcione, imperfette, ma lanciate senza paura a combattere contro il male, tornano sul grande schermo le tartarughe Ninja. Il quarto film (intitolato TMNT che sta Teenage Mutant Ninja Turtles) dei mutanti che si chiamano con i nomi dei più grandi pittori italiani è stato presentato in anteprima a Cartoons on the Bay, il festival internazionale dell'animazione organizzato da Raitrade che si chiude oggi a Salerno con uno spettacolo di musica e immagini dei filmati di Aladino dedicato a Emanuele Luzzati.
Dunque Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello con le loro maschere colorate mostreranno ancora una volta la loro abilità nelle arti marziali dal 22 giugno: la Warner Bros, nella politica di essere presente sugli schermi anche nei periodi più marginali, fa arrivare il film animato nelle sale in estate proprio per rivolgersi ai ragazzini liberi dagli impegni scolastici. Scritta e diretta da Kevin Munroe e basata sui personaggi ideati nel 1984 da Peter Laid e Kevin Eastman, per la nuova pellicola è stata usata un'animazione d'avanguardia, dando ai personaggi un look da XXI secolo.
Le tartarughe questa volta devono affrontare la battaglia della loro vita per salvare New York dalla distruzione. Dopo aver sconfitto il nemico di sempre, il diabolico Shredder, sono cresciute lontane l'una dall'altra. Il saggio topo Sprinter, mentre cerca di riunirle, scopre con orrore che strane creature stanno apparendo nella metropoli. Il magnate della tecnologia Winters sta raccogliendo un esercito di antichi mostri e solo la squadra delle super ninja può fermarli, con l'aiuto ovviamente degli alleati storici, April O'Neil e Casey Jones.
C'è spazio anche per l'introspezione psicologica. «Non volevamo tornare indietro e fare un remake dell'originale - spiega il regista Munroe - quindi abbiamo deciso di aprire un nuovo capitolo nella vita delle ninja concentrando l'attenzione su ognuno di loro e sottolineando come si sono evoluti i rapporti famigliari dall'ultima volta che li abbiamo visti». E così ispirandosi alle dinamiche della famiglia di oggi, la storia inizia con una separazione: Leonardo è in missione di addestramento, mentre i suoi fratelli si danno ad attività normali. Solo Raffaello fa il vigilante solitario e, quando Leo torna a casa, viene preso dalla gelosia per il fratello più ben voluto.
Ventotto mesi di produzione, 300 disegnatori, 70 artisti, due locations agli antipodi, il Sud della California e l'altra sponda del pacifico, Hong Kong (per gli esperti di arti marziali): questo l'immane lavoro alla base di un progetto che sarebbe stato impossibile realizzare senza tecnologie avanzatissime.
Dalle tinte fosche, rumori assordanti e battaglie campali in sovrabbondanza, TMNT non mancherà di piacere a bambini e ragazzini che andranno a rafforzare il mito delle tartarughe e rimpolpare le casse della Warner Bros. Attorno ai film per il cinema (tre nei primi anni Novanta), alle serie televisive e ai fumetti, si muove infatti tutto un merchandising a livello mondiale: per oltre vent'anni le ninja sono state tra i giocattoli più venduti non solo negli Usa e in Europa, ma anche nei paesi asiatici.
In anteprima a Salerno ieri sera anche un nuovo film danese per i più piccoli basato sulla novella del Brutto anatroccolo. Realizzata da Eagle Pictures, si intitola The Ugly duckling and me e racconta la storia di un povero anatroccolo che quando nasce si ritrova come madre-padre il topo Ratso.