Tornare alla Cdl per il bene del Paese

«Il dovere di riprendere il cammino unitario che ha dato una svolta alla politica italiana nel segno del binomio riforme-governabilità». Non si può che condividere il percorso che il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi ha suggerito ai partiti del centrodestra nell'intervento pubblicato dal Giornale. È da tempo, infatti, che ragioniamo insieme sulla strada da percorrere nel prossimo futuro, convinti che in questa fase non ci si può certo limitare alla discussione sulla leadership: non è questo ciò che si aspetta chi ci ha votato né si può fare opposizione solo pensando a eventuali organigrammi del centrodestra. Ripartire dai valori fondanti della nostra storia comune, dai programmi, dalle idee che ci uniscono e che hanno dato stabilità all'Italia in cinque anni di buon governo è, a nostro avviso, l'unica strada possibile in questa fase: una strada che ci richiama alle nostre responsabilità rispetto all'elettorato e al Paese.
Cosa rispondere, dunque, a Bondi, che chiede di riaprire «il dossier della sezione italiana del Partito popolare europeo» di cui Forza Italia e Udc costituiscono il nucleo fondamentale, se non un convinto sì? È dal 2001 che sostengo che l'ingresso della destra italiana nel Ppe sia l'unico percorso possibile per arrivare a un compiuto bipolarismo per proseguire la strada comune non solo in ambito nazionale ma anche in ambito europeo. Una posizione che con l'andar del tempo è diventata la posizione di tutta Alleanza nazionale, che l'ha sancita l'anno scorso nel corso di un'assemblea nazionale.
I tempi sono maturi per ragionare di questo insieme agli altri partiti che compongono la Casa delle Libertà e per ritrovarci in un futuro non lontano nella stessa grande famiglia a cui appartengono i partiti a noi idealmente più vicini: i popolari di Aznar come i gollisti francesi di Sarkozy.
Crediamo anche noi, come Bondi, che questo percorso necessiti di un'accelerazione: non solo per ricondurre la Cdl alla sua spinta propulsiva originaria ma anche e soprattutto per dare agli italiani che ci hanno votato, a quella maggioranza di italiani che non credono nel traballante governo di Romano Prodi, delle risposte concrete, offrendo in prospettiva all'Italia quel grande partito dei moderati di stampo europeo al quale noi, come Forza Italia e Udc, dobbiamo guardare con impegno.
È quella la prima pietra per costruire il partito unitario, riformista, liberale e popolare, che si richiama alle radici cristiane, che tutti i partiti di centrodestra possono rappresentare senza rinunciare alla propria identità politica ma facendosi portatori dei propri valori.
Abbiamo una classe dirigente solida, che ha governato cinque anni l'Italia affrontando difficoltà di ogni tipo. Una classe dirigente che si è messa in gioco ogni giorno e che adesso deve farsi sentire. È il Paese che chiede al centrodestra quest'assunzione di responsabilità, in una fase in cui dall'altra parte c'è solo litigiosità, divisione e nessuna visione del futuro. Del resto anche nell'Udc c'è chi parla di un nuovo patto all'interno del centrodestra, che dimostri agli italiani che il nostro schieramento ha una piattaforma di governo condivisa e alternativa a quella del centrosinistra, proprio nel segno di ciò che accade nel resto d'Europa, dove i moderati sono sempre alternativi alla Sinistra e mai alleati ad essa. Sarebbe davvero anomalo un orientamento diverso. Quanto alla Lega, penso come Bondi che si possa pensare a un'alleanza federativa, che ha dato ottimi risultati anche nella passata legislatura.
Occorre, insomma, riunirsi intorno a un tavolo per discutere delle nostre prospettive future: perché in quest'anno di instabilità politica, non è cambiato il nostro nucleo di valori. Ha ragione Bondi quando ricorda, ad esempio, che su un tema sociale quale la bioetica nel centrodestra c'è una perfetta identità di vedute. E questa identità di vedute, questo patrimonio, è qualcosa che non va assolutamente disperso, ma che va valorizzato, con una buona dose di realismo, per il bene comune del Paese.
*Esecutivo Alleanza nazionale