Tornare alla concertazione con la categoria

Sulla vicenda delle auto bianche è intervenuto ieri il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma, componente della commissione Trasporti: «Siamo di fronte a un’invasione di campo da parte del governo, è indiscutibile. Questa materia in realtà dovrebbe essere di competenza degli enti locali e territoriali. La soluzione è ridare a questi ultimi la priorità, lasciando alla legge nazionale l’enunciazione dei criteri e dei principi». «Mi auguro - ha aggiunto Schiuma - che la concertazione tra governo e tassisti venga recuperata nella fase attuativa tramite l’istituzione di una commissione di monitoraggio in cui sia garantita la presenza delle associazioni di categoria».
Il deputato di An Teodoro Buontempo, dal canto suo, ha chiamato in causa il ministro allo Sviluppo economico: «Chi ha rappresentato il governo nel confronto con i tassisti non ha cercato una soluzione equilibrata ma intendeva coprire, con proposte inaccettabili, le incertezze che nella maggioranza si fanno strada a causa di un improvviso e improvvido decreto legge. Bersani farebbe bene a non dare deleghe in questa trattativa, impegnandosi in prima persona con responsabilità e umiltà. La soluzione c’è e si può sintetizzare in una semplice formula: due uomini, una licenza, una macchina».
Contro lo sciopero dei tassisti si sono scagliate l’Adusbef e la Federconsumatori: «Di fronte ai blocchi illegali imposti da una piccola categoria violenta e troppo a lunga protetta come quella dei tassisti, che da giorni tengono in ostaggio i cittadini creando per giunta gravi disagi ai turisti che sbarcano nei nostri aeroporti, chiediamo al Governo d’intervenire con estrema urgenza per ripristinare le regole fondamentali del servizio pubblico». Secondo le due associazioni dei consumatori lo sciopero rappresenta un diritto sacrosanto dei lavoratori ma entrambe sottolineano che se non vengono rispettate le giuste modalità allora deve essere ripristinata la legalità violata. Anche a costo di ricorrere a un provvedimento urgente di ritiro immediato delle licenze. «Il Governo - insistono - non può né deve cedere ai ricatti di una piccola categoria, sulla quale soffiano tensioni esterne da parte di altri soggetti e ben note corporazioni».