«Tornare tra la gente per vincere di nuovo»

Ha sostituito Alfredo Antoniozzi, impegnato nella corsa al Campidoglio e ora come vicecoordinatore vicario di Forza Italia per la Provincia di Roma spera in una futura proroga dell’incarico, «ovviamente motivata dall’elezione a sindaco del nostro candidato». Angelo Santori, parlamentare azzurro, tiene a precisare di essere un politico «a forte matrice territoriale». Nato a Gorga nel marzo del ’48, vuol guidare al riscatto Forza Italia nella provincia di Roma in questa lunga campagna elettorale.
Sfida difficile e stimolante.
«Per me è un lavoro naturale, sono già stato coordinatore vicario della Provincia, in sostituzione di Giorgio Simeoni che era divenuto assessore regionale. Quindi conosco punti di forza e problemi della provincia».
Dopo le Regionali la domanda è d’obbligo: la Provincia vi è ostile o amica?
«Da dieci anni ci è benigna, pur con qualche criticità. Ma la partecipazione nei comuni in provincia è molto attiva. Forza Italia qui ha sempre avuto molto consenso».
E adesso ne ha ancora?
«Se tasto il polso alla provincia, direi che il nostro radicamento nel territorio è confermato. Va risolta qualche questione delicata, dalla formazione delle liste alla scelta di molti candidati sindaci. Poiché la provincia con noi è più generosa rispetto a Roma, dobbiamo rilanciare il forte consenso del territorio, dove viene premiato il nostro buon lavoro, riconquistando posizioni anche nella Capitale».
A Roma c’è una delle sfide elettorali più suggestive.
«Alla corsa per il Campidoglio guardo come osservatore, seppur di parte, perché alle strategie cittadine lavorano altri, e molto bene. Ma sono certo che saremo competitivi in una sfida ardua ma non impossibile. Questo a prescindere dal numero di candidati con i quali la Cdl andrà alle urne, anche se spero che sia soltanto uno. Quello che conta è mettere a nudo le pecche e le manchevolezze di Walter Veltroni, un primo cittadino che pensa solo all’immagine e non ai problemi concreti della città. Basta pensare alle “solite” buche stradali e al traffico per capire quanto Roma ha bisogno di essere governata meglio. Bisogna spiegare agli elettori che non è vero che il Governo centrale è stato ostile a Roma. Palazzo Chigi è stato generoso in particolare con la Capitale. Il nuovo anello del Gra è stato interamente finanziato con fondi statali, come anche l’espansione della rete di trasporto della metropolitana».
Senza Primarie come si può arrivare a un solo candidato per il Campidoglio?
«La scrematura potrebbero essere le Politiche. Dopo il 9 aprile potremo ripensare le candidature e presentarci uniti. Con uno o con quattro candidati, l’importante è frenare Veltroni sotto il 50 per cento al primo turno. Spesso il ballottaggio ci ha castigato, ma ho il presentimento che stavolta potrebbe premiarci. Le carenze dell’amministrazione capitolina le rileva chiunque vive a Roma e Fi farà di tutto per metterle in evidenza».
E per far cambiare passo agli azzurri? Ultimamente le urne non vi hanno riservato molte soddisfazioni.
«Siamo nati come “partito della gente”, forse abbiamo smarrito per strada questa nostra caratteristica irrinunciabile. Ebbene dobbiamo ritrovarla, dobbiamo essere più vicini agli eletti, supportandoli a tutti i livelli, nelle amministrazioni in cui siamo al governo e in quelle che ci vedono all’opposizione, ma soprattutto dobbiamo essere più vicini agli elettori. Questa è stata la nostra forza fin dalle origini, e questa forza deve tornare ad animarci».
Quando si è perduto questo elemento dal dna di Fi?
«Uno spiacevole effetto collaterale dei successi elettorali prima Moffa alla Provincia e poi di Storace in Regione. Abbiamo vinto e tutti si sono impegnati a fare e a lavorare, peraltro con ottimi risultati. Ma con un forte gap nel comunicare i risultati di quanto era stato fatto. Ci siamo cullati nella consapevolezza di aver lavorato bene, perdendo l’aggancio con la gente e con l’immagine che i cittadini avevano del nostro governo. Siamo il contrario del centrosinistra, che fa una cosa e se la vende per mesi. Noi facciamo tanto ma non sappiamo “venderci” il risultato».
Lei è ottimista anche per il voto in Provincia?
«Certo. Convocherò una riunione del direttivo provinciale e un summit con il Comitato per la vittoria, per programmare azioni mirate a risvegliare l’entusiasmo. Ci sono sfide importanti a Colleferro, Marino, Pomezia e Mentana. Ma è già evidente in provincia il riflesso del recupero a livello nazionale. Il clima è positivo, la gente ha risposto bene alla ricomparsa di Berlusconi. Dobbiamo risvegliare la coscienza del partito degli astenuti e degli indecisi. Se torneranno con noi, vinceremo ad aprile e vinceremo a maggio».