Tornare da uomo libero nell’incubo dei Lager

Visitare da uomo libero il campo di concentramento che ha cercato di strapparti la dignità di uomo è un’esperienza già esplorata ampiamente da ex-deportati, ebrei o meno che siano. Ma Necropoli (Fazi, pagg. 280, euro 16) di Boris Pahor, sloveno di Trieste, deportato nel campo di Natzweiler-Stuhof sui Vosgi, ha una marcia in più. Il suo è un monologo interiore, violento come solo la porta in faccia dell’infamia del Lager può essere. Un passo fondamentale per chi desideri entrare nell’incubo attraverso un’opera letteraria di grande spessore psicanalitico. I resoconti di quotidiane miserie, violenze cieche e gesti di eroica generosità fanno da cornice alla messa a nudo di un’anima ferita ma mai doma. Un libro profondo come l’abisso che l’ha generato.