«IL TORNASOLE» PUNTA SUI CONTENUTI

Non si sa se i partecipanti al nuovo programma di Raidue Il tornasole (lunedì, ore 22,50) fossero stati avvisati di come si sarebbe chiusa la puntata. Però vale la pena raccontarla, la curiosa idea che hanno avuto gli autori. Alla fine di questo ennesimo talk show (dai contenuti a prima vista più impegnativi rispetto alla media) vengono evidenziate alcune frasi che gli invitati hanno pronunciato nel corso della trasmissione. In modo che i telespettatori possano avere una visualizzazione scritta, riportata oltretutto tra virgolette, dell'opinione che gli ospiti hanno espresso in merito all'argomento della puntata. In pratica, i responsabili della trasmissione condotta da Andrea Pezzi scelgono i concetti a loro parere più significativi espressi da ciascuno dei partecipanti e li fissano sullo schermo poco prima dei titoli di coda, sotto la fotografia degli invitati, affinché almeno per una volta non rimangano impresse solo le loro facce, il modo in cui sono vestiti, la simpatia o antipatia, l'atteggiamento, il colore della cravatta, il taglio dei capelli, la barba più o meno curata o persino il tipo di scarpe calzate su cui sempre più registi ormai indugiano seguendo l'esempio di Paolo Beldì. Sappiamo tutti che chiunque vada in televisione, e venga riconosciuto il giorno dopo dal giornalaio o dal negoziante sotto casa, si sente dire: l'ho vista in tivù, ieri sera. Ma se il «televisto» commettesse l'imprudenza di chiedere un parere su quello che ha detto in tivù si troverebbe di fronte a un imbarazzato silenzio. Nessuno o quasi si ricorda di quello che hai detto in tivù. Le parole pronunciate attraverso il video scorrono, salvo eccezioni, come acqua sui sassi. Conta andarci, in tivù. Conta esserci. Ma quel che si dice conta sempre meno rispetto a come lo si dice, a come ci si pone, alla maggiore o minore capacità di bucare lo schermo. L'idea avuta da Il tornasole (abbinare le facce alle parole dette, ricordandole al pubblico) ha il sapore di una intelligente provocazione chissà quanto voluta o casuale: cari ospiti, fate attenzione a quello che dite perché alla fine lo visualizzeremo e i telespettatori potranno meglio ricordarselo, giudicandovi con cognizione di causa. Sarà un caso, ma in questa prima puntata gli intervenuti al dibattito sullo «scontro generazionale» per la conquista del potere nella nostra società sono sembrati tutti molto attenti a quello che dicevano, tutti consapevoli della necessità di esprimersi con calma e chiarezza. E forse la mattina dopo Mario Greco, Ferruccio De Bortoli, Linus, Francesco Specchia, Giuseppe Salvaggiulo, Luca Morotti, Riccardo Russo e Cristina Tagliabue saranno stati riconosciuti non solo per esserci andati, in televisione, ma anche per ciò che hanno detto.