È tornata la Virtus e per Bologna è subito derby

Furente con l’amico che ti obbliga a vedere Sin City, pronto a perdonare l’appassionato bolognese capace di guidarti nel cuore di basket city nella stessa notte che diventa d’incanto come quella di venerdì: la Fortitudo per la sesta volta consecutiva nella finale scudetto vincendo a Roma, la Virtus, mettendo il terzo bollo di sana costituzione contro Montegranaro, dopo 621 giorni torna dove deve stare una grande signora dello sport, nella massima serie.
D’incanto, fra bottiglie appena svuotate per brindisi leciti, rinasce l’atmosfera derby perché in Fortitudo si domandano se sia giusto che i titoli più grandi tocchino alle «V nere», visto che parlando di storia anche i leoncini di Repesa hanno scritto una pagina importante come del resto riconosce il sindaco, attento alla par condicio delle carezze, se non delle presenze.
Diverso il fine settimana virtussino con Claudio Sabatini che manda subito un messaggio alla città, come nel giorno in cui subentrò al disastro, trovando le macerie di una società che dopo aver vinto tutto aveva anche perso tutto, con il povero Madrigali che, disperato, doveva dire mi arrendo. Sabatini chiede ai tifosi Virtus, tantissimi anche in A2, di credere e di ricrescere insieme. E il futuro in campionato, ma lui dice anche in Europa, pur attendendo ansioso la risposta dell’ULEB, dipenderà dal successo di una campagna abbonamenti che dovrebbe permettere la costruzione di una squadra ben diversa da quella che ha conquistato la promozione a Porto San Giorgio.
La Virtus e i suoi dioscuri, con l’avvocato Porelli che fa andare la gambetta, ma guarda da fuori, con Alfredo Cazzola che dice grazie ho già dato, ma poi ragiona sui titoloni che gli dedicano quando si pensa che potrebbe riprendere il timone, titoli molto più ricchi di quelli che pensava gli spettassero per le tante cose che ha fatto fuori dal basket. L’idea di Sabatini, mister Futurshow, è riunire i templari della casa Virtus, forte e fiera anche oggi, per rispondere all’offensiva di chi è pronto a sfidare la concorrenza alzando di nuovo i prezzi degli ingaggi come dimostra la vicenda Bulleri, in scadenza contratto, già informato che Gilberto Benetton non pareggerà le grandi offerte, sopra gli 800000 euro, avute da Barcellona, Siena e Milano, sapendo che Roma cambierà tanto.
Ieri Giordano Consolini, una bella persona che sei contento di vedere felice e vittorioso, ha detto che il suo futuro come allenatore non è proprio scritto. Lui farebbe magari anche un passo indietro se davvero dovesse arrivare uno Smago Sagadin o, magari, Spahija, Markowski che hanno fatto una bellissima stagione in A1 con Avellino e Roseto. Anche Sabatini rimanda l’analisi tecnica più avanti, intanto si gode i complimenti come quelli che ha ricevuto da tutti ieri a Treviso, felice per aver completato l’opera come aveva promesso.