Tornatore? Un venduto, fa lo spot per Esselunga La sinistra accusa il regista di "tradire" le Coop

Sul <em>Fatto</em>, su Facebook e nei blog attacca il premio Oscar per aver girato un lungo docufilm su Bernardo Caprotti, patron di Esselunga. La sinistra accusa: &quot;Lo paga il berlusconiano Caprotti&quot;

O lettori, vi prego: salviamo il compagno Tornatore. Perché a sinistra la lotta continua tra essere e apparire è dura, qualche volta si sbaglia senza accorgersene, bisogna prestare attenzione, non ostentare mai, non superare il limite.
Il mercato esiste, purché lo usi per una causa, per fare buon viso a cattivo gioco, altrimenti succede che prima o poi si incazzano. E magari ti scoprono che Sabina Guzzanti guadagnava e investiva. E magari stanno ancora pensando a quando Santoro gli ha rifilato un discorsino dei suoi per spiegare che gli ottocentomila euro l’anno li prendeva per una legge di mercato, e infatti nessun compagno adesso si dà tanta pena per le vicende di Santoro, l’hanno abbandonato al mercato che lo ha abbandonato a se stesso. E Saviano, lo scrittore contro il mercato, si finse di non sentirlo, quando sostenne che quarantamila euro a puntata erano utili non a lui ma allo spettatore, pagati di meno non si lavora bene.
Ma adesso se la stanno prendendo pure con il povero Giuseppe Tornatore, dandogli del venduto, colpevole di aver realizzato lo spot dell’Esselunga, anzi ben più di uno spot, addirittura un docufilm su Bernardo Caprotti, Il mago di Esselunga. Mentre prima, pur nel libero mercato, tra i supermercati Giuseppe aveva fatto solo la pubblicità per la Coop. E quindi subito ci si indigna, si protesta sui blog e su Facebook e gli si dà del traditore anche sul Fatto Quotidiano: «Al supermercato punta subito alla cassa, anzi, a far cassa». E certo, si rammenta che Tornatore di spot ne ha girati tanti, per Tim, Dolce&Gabbana, Enel, Q8, Monte Dei Paschi, Sky... e passino tutti, e però quando è troppo è troppo. Esselunga è un affronto intollerabile anche perché Caprotti, oltre a essere un concorrente e nemico delle Coop, è un amico di Berlusconi. Uno che ha osato dire: «Berlusconi certe cose le ha fatte molto bene». Ma scherziamo? E adesso?
L’unico modo di salvare il compagno Giuseppe sarebbe dargli una risposta buona, un alibi spendibile, a volte basta poco. Alla fine la Guzzanti se l’è cavata dicendo che investiva per pensare alla vecchiaia, Santoro si inventò che doveva riscattare i sacrifici del padre ferroviere, Saviano si salva sempre con la camorra, e perfino Grillo si fa pagare cari gli spettacoli con la scusa dei vaffanculo a tutti. Ma a Tornatore cosa gli si può inventare? Una nonna partigiana cassiera dell’Esselunga? O potrebbe dire di essersi sbagliato, che aveva sentito «docufilm» e aveva capito si trattasse di una «docufiction» per Formigli?
Non è facile, forse bisognerebbe andare a vedere cosa disse Gad Lerner quando fece lo spot dei Crumiri.