Il torneo da «dentro o fuori» che vale oltre 8 milioni di dollari

Sono state sufficienti poche ma dosate parole di Colin Montgomerie, capitano europeo di Ryder Cup, perché fosse ufficialmente dato il via alla calda stagione da «tappeto rosso» del golf mondiale. Già. Perché questa settimana in Arizona si comincia finalmente a fare sul serio con il Wgc Accenture, torneo dal pingue bottino di 8 milioni e spiccioli di dollari. L’inusuale formula match play, con tutto il pathos che comporta, fungerà da body scanner per la tenuta tecnica, mentale e fisica dei giocatori. E siccome quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo, a Dove Mountain saranno presenti all’appello tutti i migliori sessantaquattro professionisti del globo. Tutti tranne il numero uno Tiger Woods e il numero tre Phil Mickelson, entrambi in vacanza con le rispettive consorti, anche se, probabilmente, in climi e umori diversi.
Dunque, dicevamo di Montgomerie: il capitano sarà in Arizona a monitorare «tutti i risultati, ma soprattutto il modo in cui saranno ottenuti». Un incitamento per i giocatori «ryderabili», affinchè lottino fino alla fine. Monty seguirà da vicino l’andamento dei match play, soprattutto di quelli in cui saranno impegnati i ventiquattro europei del torneo e prenderà appunti, dice, che si riveleranno utili nei giorni dolorosi delle scelte definitive.
Tra i pro scannerizzati dal capitano, inutile dirlo, ci saranno anche i fratelli Molinari e, soprattutto per Edoardo, si tratterà di un vero e proprio debutto sui palcoscenici che contano. Oggi il torinese marcherà il suo esordio da brividi contro il vincitore del British Open 2009, quello Stewart Cink che nella scorsa edizione dell’Accenture, senza troppi complimenti, rispedì a casa Westwood, Mickelson, Els e Fisher.
Francesco invece se la vedrà con il Masters champion Zach Johnson, che nella stagione 2009 ha centrato ben due vittorie. Inutile nasconderlo: si tratta di due primi turni dal tasso tecnico stellare, ma, si sa, con la formula del match play tutto può accadere. E, per esempio, potrebbe accadere che i due fratelloni si incontrino/scontrino nel quarto di finale della parte bassa del tabellone e, anche se si tratterebbe probabilmente del primo fratricidio golfistico della storia, ci piacerebbe assai che si verificasse.
In chiave Ryder, inoltre, molti sono gli incontri che già dal primo turno si annunciano come dei piccoli test: tra tutti spicca quello tra le due vecchie volpi del match play, Ian Poulter e Justin Leonard. Ma Monty dovrà avere un occhio di riguardo anche e soprattutto per quelli che potrebbero essere i futuri i rookies europei: per il tedesco Kaymer, che affronta Campbell, per Mc Gowan alle prese con Stricker, per Noren che si batte contro il campione uscente Ogilvy e per Mc Ilroy, impegnato in un inedito match tra "juniores" contro lo statunitense Kevin Na.
Un esordio impegnativo, soprattutto dal punto di vista psicologico, è quello di Sergio Garcia: ancora alle prese con i suoi mille problemi di putting, lo spagnolo, guarda caso, affronta uno dei migliori cecchini da green in circolazione, l’americano David Toms. Se i nervi reggerano e non gli mancherà la pazienza, Garcia dovrebbe comunque uscire vincente dalla sfida di apertura. Ma, al di là dei commenti e delle previsioni, va comunque ricordato che a questo livello tecnico, ogni match equivale per difficoltà a una finale: lanciarsi perciò in pronostici e indovinarne uno è difficile quasi come azzeccare una sestina vincente del Superenalotto. Tanto vale dunque sedersi e godersi lo spettacolo, ricordandosi però di tenere sempre incrociate le dita per i fratelli. Forza azzurri, allora!