«Torno qui da produttrice a Milano devo tantissimo»

È un weekend tutto speciale quello che si apre domani a Villa San Carlo Borromeo di Senago. Alle 19,30 verrà presentato «Il castello e i suoi amanti» (Spirali), un libro di Massimo Baistrocchi, artista poliedrico (fotografo, pittore, incisore, scrittore) che da diversi anni è ambasciatore italiano in Africa. Al centro del romanzo, in cui si riconoscono suggestioni classiche ma anche squarci shakespeariani e conradiani (la questione coloniale emerge in tutta la sua crudezza), il castello di Schwerinsburg costruito in Namibia nei primi anni del '900 dalle truppe tedesche, giunte dalla madrepatria per difendere le colonie locali dagli attacchi delle tribù. Ottant'anni più tardi un archeologo è chiamato a chiarire i misteri del maniero, ampliato e rinnovato nel tempo dai successivi proprietari, rintracciando un presunto passaggio segreto. Di lì si risale a un'antica storia di amanti puniti, in cui si intrecciano violente passioni e altrettanto forti pregiudizi razziali.
Alla serata sarà presente Wole Soyinka, poeta e drammaturgo nigeriano, oggi settantacinquenne, insignito nel 1986 del premio Nobel per la Letteratura e legato a Baistrocchi da un profondo rapporto di amicizia. Da sempre critico verso i regimi dispotici del suo paese, è conosciuto in Africa soprattutto per le opere poetiche e teatrali: è autore di oltre venti drammi e commedie, e si è confrontato con i classici adattando al contesto africano «Le Baccanti» di Euripide e l'«Opera da tre soldi» di Brecht. Tra le sue opere più celebri «L'uomo è morto», in cui ricorda la drammatica esperienza in cella di isolamento durante la guerra civile nigeriana (1967-1970). Condannato a morte in contumacia nel 1994, vive oggi negli USA. La giornata di domenica sarà invece all'insegna del divertimento e dell'eleganza: per la festa della donna la Villa ha organizzato la «Cena di Beatrice». Le signore saranno accolte con un delizioso bouquet creato dall'atelier Lisa Bini e un drink al Borges Cafè; in programma la visita alla mostra «Il Futurismo Europeo» di Alberto Bragaglia nelle sale del museo e infine una cena servita nel ristorante The City e accompagnata dal pianoforte jazz di Barry Harris. Considerato il miglior interprete della musica di Bud Powell, Tadd Dameron e Thelonious Monk, Harris ha suonato con i giganti del jazz, tra cui Dizzy Gillespie, Miles Davis, Dexter Gordon e Coleman Hawkins. (Costo 65 euro, tel. 02-994741, info@villaborromeo.com).