Toronto, arrestato il boss Giuseppe Coluccio

Era inserito nell’elenco dei primi 30 latitanti
più pericolosi ed esponente di spicco di una delle cosche
reggine maggiormente inserite nel circuito del narcotraffico
mondiale. Manteva i rapporti con la
Calabria gestendo il traffico di ingenti quantitativi di hashish e
cocaina

Toronto - Arrestato a Toronto dai carabinieri del Ros me dalla polizia canadese il boss della ’ndrangheta Giuseppe Coluccio, inserito nell’elenco dei primi 30 latitanti più pericolosi ed esponente di spicco di una delle cosche reggine maggiormente inserite nel circuito del narcotraffico mondiale.

L'arresto Giuseppe Coluccio, che viveva in un appartamento di un prestigioso grattacielo affacciato sul lago Ontario, si era rifugiato in Canada nel 2005 per sottrarsi a un provvedimento di cattura, emesso su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione, nell’ambito di un’indagine condotta dallo stesso Ros. Coluccio, che durante la latitanza continuava a gestire ingenti traffici di stupefacenti per l’Italia, risultava mantenere stretti rapporti con personaggi di rilievo delle propaggini canadesi di cosa Nostra. I particolari dell’operazione verranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 11 presso il comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria.

Il traffico di droga In Canada, il latitante era anche entrato in stretto contatto con Giuseppe Cuntrera, detto "Big Joe", figlio di Pasquale arrestato dai Carabinieri del Ros nel maggio 1998 a Malaga (Spagna) ed esponente di spicco della nota famiglia di narcotrafficanti siciliani Caruana - Cuntrera, già coinvolta nell’operazione "Cartagine" che, nel 1994, aveva consentito il sequestro in provincia di Torino di 5 tonnellate di cocaina e l’arresto di una decina di persone, accertando gli interessi nella colossale importazione di narcotico, di un vero e proprio consorzio formato dalle più importanti famiglie della ’ndrangheta. Come fanno sapere i carabinieri, dopo circa quindici anni, le indagini finalizzate alla localizzazione del latitante nel Paese nord-americano hanno confermato l’attualità dei rapporti tra esponenti di spicco delle cosche della ’ndrangheta e di Cosa Nostra siciliana, accertando i frequenti incontri in diversi locali pubblici dell’Ontario tra "Big Joe" Cuntrera e Giuseppe Coluccio, peraltro soci in affari in un’azienda di generi alimentari di Toronto (denominata "Mangiare").

Le indagini a suo carico Arrestato per la prima volta nel 1991 per traffico e spaccio di stupefacenti, negli anni successivi Coluccio è stato al centro di numerose indagini che ne hanno accertato il ruolo di raccordo tra i grandi cartelli fornitori sudamericani e le cosche del reggino che, sul finire degli anni ’80, superando le storiche rivalità, avevano dato vita ad inedite alleanze, costituendo dei veri e propri "consorzi" di acquirenti attraverso i quali coniugare domanda ed offerta, ridurre i costi del narcotico ed ottimizzare la gestione delle importazioni della droga sul mercato europeo. Nel 1998, anche l’indagine "Windshear" del Ros ne aveva accertati il coinvolgimento in un vasto traffico di cocaina che, dalla Colombia, veniva introdotta in Italia a bordo di aerei da turismo che atterravano presso l’aeroporto "S. Egidio" di Perugia. Come sottolineano i carabinieri, all’approvvigionamento del narcotico provvedeva peraltro Roberto Pannunzi, broker di riferimento per il narcotraffico dei più importanti sodalizi di stampo mafioso italiani ed in contatto con Giuseppe Coluccio per ingenti forniture dirette alle cosche reggine. Altre indagini, negli anni scorsi, hanno successivamente confermato il ruolo di spicco assunto dal latitante e la molteplicità dei suoi collegamenti nel panorama mondiale del traffico di stupefacenti. Coluccio è risultato infatti in contatto anche con sodalizi della criminalità turca, dai quali venivano approvvigionate ingenti partite di eroina trasportate sulle coste calabresi a bordo di pescherecci controllati dalla cosca di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). L’indagine «Nostromo», oltre agli enormi interessi nel traffico di stupefacenti, aveva consentito di accertarne il coinvolgimento in attività estorsive, con particolare riferimento alla gestione ed al controllo del mercato della pesca in un ampio tratto della costa ionico - reggina. In tale ambito sono emersi anche i rapporti con Santo Mazzei, esponente di vertice della criminalità mafiosa catanese, in affari con Coluccio per lo sfruttamento ittico della zona antistante a Melito Porto Salvo. L’autorizzazione a pescare nelle acque antistanti Melito Porto Salvo, concessa da Giuseppe Coluccio a cinque pescherecci siciliani era stata peraltro all’origine di un acceso contrasto con il referente della locale cosca melitese per le pretese di gestione del tratto di mare interessato. In relazione ai rapporti con le consorterie mafiose della Sicilia orientale, le indagini del Ros hanno documentato inoltre collegamenti con il sodalizio dei Laudani, funzionali all’importazione di 2000 kg di cocaina. In questo caso, i Coluccio si avvalevano di una flottiglia di pescherecci idonei alla navigazione internazionale, per il recupero dei carichi di narcotico scaricati in mare aperto dalle navi provenienti dal Sudamerica, con il tradizionale sistema del punto nave. La cosca ’Coluccio-Aquinò era già da tempo nel mirino dei carabinieri che già il 2 aprile 2004, avevano arrestato Salvatore Coluccio , fratello di Giuseppe, latitante sin dal 2000 in quanto destinatario di due provvedimenti cautelari per associazione mafiosa ed associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.