TORRE ANNUNZIATA Spese pazze per 40 milioni: «Processate l’ex procuratore»

Gian Marco Chiocci

da Roma

Auto di lusso e viaggi da sogno per magistrati, cancellieri, impiegati, ufficiali di polizia giudiziaria. Spese e sprechi fino a 40 milioni di euro. Accrediti faraonici su consulenze fantasma, mandati di pagamento miliardari emessi a proprio nome dal cancelliere al centro della truffa del secolo nella procura di Torre Annunziata retta da Alfredo Ormanni, oggi in pensione. Perseguendo, a seconda delle singole posizioni, ipotesi di reato che vanno dal peculato al falso, il pubblico ministero romano Luca Palamara ha chiesto il rinvio a giudizio per trenta persone, fra cui lo stesso ex procuratore capo, il cancelliere Domenico Vernola e l’ex maresciallo dei carabinieri della stazione di Vico Equense, Enzo Vacchiano (investigatore del caso «Ilaria Alpi» e «Cheque to Cheque»). Quanto a Vernola, già condannato a quattro anni in appello per essersi appropriato dell’equivalente di 20 milioni di euro falsificando mandati di pagamento per spese di giustizia, la sua posizione rientra anche in questo procedimento che il prossimo 26 gennaio approderà davanti al gup Claudio Carini. Nello stesso giorno, lo stesso gup, si ritroverà a decidere del comportamento di Ormanni relativamente a un’altra questione riguardante presunte intercettazioni abusive da lui disposte.
Il procedimento 45599/02 prende corpo contestualmente all’ispezione sui registri contabili disposta dal ministero della Giustizia negli uffici giudiziari del distretto campano. Gli esiti della relazione amministrativa consegnata al Csm evidenziarono evidenti irregolarità nella gestione di una macchina giudiziaria definita «decisamente anomala, grave, preoccupante, a tratti illegittima e regolare».
Gli accertamenti amministrativi e penali alla fine, in grande parte, hanno dato risultati analoghi specie per quanto concerne la puntuale falsificazione del cosiddetto modello 21 (utilizzato per il saldo delle spese di giustizia) alla base di gran parte degli ammanchi di cassa. Nella relazione degli 007 di via Arenula, così come nell’inchiesta romana condotta in tandem dai pubblici ministeri Palamara e Silverio Piro, ci si concentra sul ruolo ricoperto dal Gran Cancelliere (a cui sono stati contestati 181 mandati di pagamento per milioni di euro a favore di se stesso) che avendo avuto dal capo carta bianca sulla gestione dei quattrini, avrebbe offerto pranzi e cene, dispensato favori economici, regalato auto costosissime a un ristretto gruppo di persone. Sarebbe stato, insomma, quel che gli ispettori ministeriali hanno definito «il vero dominus della Procura» intorno al quale sarebbero ruotati benefit di vario tipo, di cui avrebbe beneficiato anche Ormanni e la sua famiglia usufruendo di un parco auto «importante» (una jeep Cherokee, una Nissan Micra, una Opel Frontera, una Mercedes Classe A, una Mercedes Clk 200) e di un pacchetto gratuito di 23 viaggi in ogni parte del mondo.
Stando agli accertamenti ministeriali confluiti nel fascicolo inviato al Csm, Ormanni avrebbe «accentrato nella sua persona e presso la sua segreteria tutte le liquidazioni delle spese di giustizia» in un’ottica che, visti i risultati, «appare assolutamente illogica e immotivata». Se non altro perché - chiosano gli 007 del guardasigilli - dal controllo sulle modalità di liquidazione sarebbero emersi gravi profili di illegittimità. Un esempio? L’«anticipo di missione» per 500 milioni di vecchie lire liquidato senza problemi al maresciallo di Vico Equense.
L’avvocato Ettore Stravino, difensore dell’ex procuratore capo di Torre Annunziata, si mostra battagliero: «Le accuse di concorso in peculato mosse nei confronti del mio assistito non stanno in piedi e il 26 gennaio lo dimostreremo al gup di Roma. Alfredo Ormanni dovrebbe essere parte lesa in questo procedimento, le responsabilità vanno eventualmente ascritte ad altri». Parte lesa e indagato allo stesso tempo sembra essere, invece, Domenico Vernola. Proprio lui, il Gran Cancelliere che in sette anni sarebbe riuscito a sottrarre ben 20 milioni di euro attraverso 166 mandati contraffatti.