La torre di Babele di Carolina Brandes

In scena il progetto Omp (Musica originale dipinta): ritmiche poderose e melodie originali e accattivanti

Simone Mercurio

Una torre di Babele musicale, per una compiaciuta figlia della globalizzazione culturale. Eccola Carolina Brandes live domani sera nella fresca cornice del Villa Celimontana Jazz Festival, con inizio alle 22. Per lei in scena il progetto racchiuso nell’acronimo Omp e uno show dal titolo «Flowers of the deeper soil». Musicalmente, Omp - ovvero Original musical paint (musica originale dipinta) - è stato definito come funk d’avanguardia, con ritmiche poderose e melodie capaci di essere al tempo stesso originali e accattivanti.
Il tutto, nella versione live, è ulteriormente esaltato dal carisma e dalla personalità di Carolina, che, oltre a essere l’ideatrice del progetto e la front-woman del gruppo, è l’assoluto architetto musicale in quanto autrice delle musiche, dei testi e di tutti gli arrangiamenti.
Contaminazioni e culture a confronto. Sprazzi di jazz e sue ibridazioni. Le stesse che caratterizzano la sua etichetta discografica «LaFrontiera», attenta alle sperimentazioni, alle diverse culture, a quanto di nuovo la musica possa offrire.
La cantante italo tedesca supera con garbo e rispetto i confini del jazz. Il suo progetto nasce a Boston ma si sviluppa con musicisti italiani, tanti musicisti ognuno con il suo bagaglio culturale e con le sue esperienze che si trasfondono in un lavoro discografico policromo.
Classe 1966, di Francoforte ed ancora poco popolare da noi, Carolina Brandes è una vocalist robusta, capace di sculture armoniche che richiamano influenze funky e progressive. La Brandes si è occupata della composizione di tutte le liriche del progetto su cd e delle canzoni in scaletta stasera. Da lei «nascono» anche le musiche e gran parte degli arrangiamenti, per un prodotto dove la molteplicità di culture che confluiscono, tratteggiano un nuovo modo di teatralizzare la musica.
A Roma, Carolina sarà accompagnata da un vero e proprio supergruppo, che annovera alcuni fra i musicisti più talentuosi e raffinati della nostra scena jazz. Sul palco Alex Gwis alle tastiere, Marco Siniscalco al basso, Davide Pettirossi alla batteria, Aldo Bassi alla tromba, Marcello Allulli sax, Massimo Pirone trombone, e Désirée Petrocchi, Simona Rizzi e Cristiana Polegri ai cori.