Torre di controllo, siamo puntuali

Torre di controllo, attenzione: mi sa che qui è finita. Per quello del piano di sotto, ovviamente, che con il suo «Yes, we can» pensava di venirci vicino. E invece la sua squadra - come al solito - fa un passo indietro nel giorno in cui - come al solito - doveva riaprire il campionato.
Già, Torre di controllo: in fondo non era il solo, ed in effetti anch’io mi ero un po’ perso in questi ultimi giorni dietro le tracce di Adriano, ai suoi aerei, ai suoi voli che non arrivano mai puntali. Tanto che alla fine c’eravamo quasi tutti dimenticati che c’era anche l’Udinese. Così, quando quelli dell’amico bianconero ci hanno fatto il regalo di pareggiare con il Chievo, perché dannarsi l’anima dopo un fine settimana così? Non devo averlo pensato solo io, visto il primo tempo. Ma quest’anno va così: basta un rimpallo e il gioco è fatto.
Insomma, Torre di controllo: stiamo arrivando con lo scudetto quasi in mano, perché Mourinho è bravo (nei cambi) ma anche molto fortunato e se esistesse ancora il Mai dire gol originale della Gialappa’s, il gollonzo di ieri vincerebbe tutte le classifiche, compresa quella di «vai col liscio». Stiamo arrivando, e siamo puntialissimi, non come il nostro amico brasiliano, rimasto a casa in preda al suo declino.
Però, Torre di controllo, fammi un ultimo favore: quando atterreremo nella prossima Champions League, me lo regali un gollonzo così?