La Torre Eiffel come insegna

Luigi Cucchi

Può apparire curioso il gemellaggio tra Citroën e Riccione. In realtà questa iniziativa voluta da Olivier François, direttore generale di Citroën Italia, percorre un filone di comunicazione sensazionale avviato negli anni ’20 dallo stesso André Citroën: allora un aereo tracciava il suo nome nel cielo di Parigi sopra l’Arco di Trionfo con lettere di fumo bianco o 250mila lampadine trasformavano la Torre Eiffel nella più grande insegna del mondo; oggi, invece, una città e un’auto si rivolgono assieme ai giovani. François ha un feeling particolare con il mondo dei giovani, di cui ama in particolare la musica e il teatro, e a loro si rivolge presentando una gamma rinnovata di prodotti, una pubblicità efficace ed eventi fuori dal comune.
Numerose le serie speciali mirate a target giovanili ben definiti: C3 Buddaha Bar nel 2002, C Deejay, C3 e C3 Pluriel D&G nel 2004, C2 Deejay Experience nel 2005. È stato un continuo fuoco d’artificio che ha contribuito all’ottenimento di risultati d’eccezione: la quota di mercato di Citroën Italia è passata dal 3,1% detenuta nei primi quattro mesi del 2002 al 6,3% di quest’anno.
Nei dieci segmenti in cui è diviso il mercato automobilistico italiano, la casa francese è presente con proprie automobili tra le prime posizioni. Nel segmento B1 è al terzo posto con la C2 (11.001 auto vendute), dopo Panda (47.197 unità) e Seicento (14.513), nel segmento B2 è al quinto con C3 e Pluriel (23.469) dopo Punto (65.310), Fiesta (28.420) Yaris (25.689) e Ypsilon (24.456). Nel segmento M1 è presente in nona posizione con C4 (7.083) alle spalle di Astra (21.599), Golf (20.143), Focus (17.582), Stilo (16.456), Alfa 147 (13.856), Mégane(12.613), Peugeot 307 (8.248) e A3 (8.248). Tra le monovolume la Xsara Picasso (7234) occupa il quarto posto dietro Mégane (11.733), Classe A (9.920) e Multipla (9.012); Berlingo, tra i multispazio detiene la terza piazza, dopo Doblò e Kangoo. Tra le cabrio C3 Pluriel è prima (2.267) e pcede Mercedes SLK (1.981), Tigra (1.585) e Peugeot 206 (1.154). Anche C8 è tra le prime dieci vetture per vendita nel proprio segmento, come pure i veicoli commerciali appaiono competitivi. La crescita ha caratterizzato tutte le auto Citroën ed è per questo che la casa ha raddoppiato la sua presenza negli ultimi dieci anni, e che tra il 2002 e il 2005 (primi quattro mesi) è passata dalle 25.957 vetture vendute a 53.421 di quest’anno. L’obbiettivo per fine anno è di avvicinarsi il più possibile a quota 150mila, livello già raggiunto nel 2004.
Il lancio della C1 è destinato ad aumentare i volumi di vendita Citroën, senza il rischio di «cannibalizzazione», mentre i modelli C2 e C3 completano l’offerta.
L’Unrae stima che il mercato italiano nel 2005 raggiunga quota 2.100.000-2.150.000 di unità, cioè registri una flessione del 2,3 per cento. Citroën punta, nonostante il rallentamento della domanda, al mantenimento dei propri livelli di vendita. La gamma offerta è innovativa e competitiva e viene presentata con quel tocco di fantasia che ne accresce l’appeal.

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