Torre Valdaliga, i «no coke» bloccano l’Aurelia

Torna in piazza la protesta dei cittadini dei Comuni dell’Alto Lazio contro il progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. Ieri un corteo composto secondo i comitati «no coke» da qualche migliaia di persone e secondo l’Enel solo da alcune centinaia è partito da Tarquinia per dirigersi verso la via Aurelia. A protestare, oltre ai comitati e ai cittadini, anche esponenti della Cia e della Coldiretti - che hanno portato in strada anche duecento trattori - e i sindaci di alcuni comuni della zona limitrofa. Prima dell’avvio del corteo è intervenuto via telefono Beppe Grillo per salutare i manifestanti. Gli organizzatori mirano a fermare la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord, rifiutando «i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco della riconversione a carbone della centrale», e chiedono al ministro Scajola di «bloccare i lavori già in corso nella centrale». Dagli organizzatori della manifestazione altre tre richieste: una nuova valutazione di impatto ambientale della riconversione della centrale, un registro dei tumori e un’Authority per la pubblicità affinché venga sanzionato l’uso dell’aggettivo pulito in riferimento alla parola carbone. I manifestanti - scortati da un imponente spiegamento di forze dell’ordine - hanno percorso l’Aurelia e hanno bloccato la consolare in entrambe le direzioni con due presìdi, uno al km 86 e l’altro al km 102. Il blocco era autorizzato solo fino alle 13, ma i manifestanti sono andati ben oltre, sgomberando l’Aurelia soltanto quando, nel pomeriggio, hanno strappato la promessa di un incontro con il prefetto di Viterbo. I numeri della manifestazione sono contestati dai dipendenti Enel, che definiscono gli organizzatori «ecobugiardi». «Non migliaia di persone - si legge in una nota dei lavoratori - ma solo alcune centinaia, compresi i ragazzi obbligati a saltare la scuola dagli insegnanti. Non 200 ma una ventina di trattori. Non 30 associazioni di categoria ma 2 o 3». «La falsità più grande - osservano i lavoratori - l’ha detta Grillo, sostenendo che il carbone non è al centro della politica energetica mondiale. Onestamente bisognava dire che il 40 per cento dell’elettricità oggi viene dal carbone e che ci sono centinaia di nuove centrali a carbone in costruzione in questi mesi, in Europa e nel mondo». I lavoratori chiedono «che si ponga un freno alla cultura del no, sonoramente sconfitta dagli elettori italiani, che ha sommerso Napoli di rifiuti e ora vuole anche lasciare il Paese al freddo e al buio».