Torres, la mamma delle piscine con l’elisir di eterna giovinezza

La "mamma volante" del nuoto americano a 41 anni sale per la terza volta sul podio in questi Giochi: "Mi sento come Phelps"

Pechino - Mamma Torres aveva l’oro in tribuna. E si è consolata di non averlo in vasca. Tesse è la sua bambina nata due anni fa: stava là, seduta sugli sgabelli del Cube con i nonni, mentre lei si sentiva un Phelps, vecchia generazione, sgomitando contro ragazzine non ancora nate quando vinceva i primi ori a Los Angeles ’84. E l’ha detto all’interessato: «Ehi, Michael, oggi mi sento come te». Le toccavano i 50 metri stile libero e la staffetta 4x100 mista. E quello, che ironicamente di solito la chiama Mamy: «Troppo facile, hai corso solo due gare». Forse l’età (41 anni ben portati), forse lo stellone, hanno votato pollice verso e Dara non è stata il Michelone in due pezzi, ma la sua antitesi. Quello ha vinto i 100 farfalla per un centesimo, un’unghia. E lei ha perso l’oro per la stessa differenza. Ha spezzato le unghie contro il graffio più veloce di Britta Steffen, la tedesca ieri entrata nel Guinness per essere stata una dei sei atleti ad aver vinto nella stessa edizione 50 e 100 stile libero. Fra l’altro in buona compagnia: Alexander Popov, Matt Biondi, Kristin Otto e Inge de Brujin.
Insomma, il destino ha scelto il suo preferito, sapendo cosa scegliere. E mamma Dara, tra una lacrima di commozione e un incitamento alle sue compagne («Se devi fare un figlio, fallo»), ha contato il raccolto: due argenti, uniti a quello conquistato con la 4x100 stile libero. Il sogno di mamma e di campionessa svanirà con un solo mugugno: fra le dodici medaglie, conquistate dal 1984 ad oggi attraverso cinque Olimpiadi, nessun oro individuale. Il metallo prezioso solo in staffetta.
Ma cosa conta? «Dara è stata un esempio», ha raccontato Cate Campbell, l’australiana classe 1992, che le viaggiava al fianco nelle corsie della piscina.
Ed anche i pissi pissi degli increduli sono stati messi a tacere. Qualcuno ha pensato che la mammina non andasse a carburante proprio. Ma lei ha risposto sposando la linea dei crociati dell’antidoping. Per vero il termine «sposare» con lei non s’abbina bene. Due matrimoni in 15 anni e due separazioni. Prima del secondo matrimonio ha abbracciato la religione giudea in nome del marito. Ma non è bastato per tenere accesa la fiamma.
Ora vive con un endocrinologo, con il quale ha messo al mondo Tesse. La signora è vispa come in acqua, dove non metteva piede da sette anni, prima di ricominciare la corsa al suo personale record olimpico. A Sydney vinse cinque medaglie. Qui, a 41 anni e 125 giorni, si è limitata a tre. «Ma è stato assolutamente eccitante. Una storia favolosa». E l’acqua del Cube di Pechino ha dimostrato di essere un elisir di eterna giovinezza. Fossimo a Napoli sarebbe già in vendita nelle boccette.