Torrevaldaliga Nord, bagarre sulla riconversione

Di parere opposto i consiglieri di An e il socialista Robilotta: «Dai no coke disinformazione»

Torrevaldaliga Nord, si riapre lo scontro sulla riconversione della centrale termoelettrica. Ieri un consiglio provinciale straordinario congiunto (Roma più Viterbo) ha votato una delibera in cui si chiede al governo la «riapertura della conferenza dei servizi per la valutazione dell’impatto ambientale e l’avvio di uno studio di fattibilità per un progetto alternativo a quello a carbone». Alla votazione non hanno partecipato i consiglieri di An della provincia di Roma e Viterbo, insieme a quelli di Forza Italia di Roma, che sono usciti dall’aula. Non tutti però si sono uniti al clima barricadiero del consiglio straordinario. «È una delibera frutto di strumentalizzazione politica e per questo ci asterremo dal voto», hanno spiegato i consiglieri di An dei due gruppi, che trovano inopportuno aver discusso la delibera a meno di una settimana dal voto a Civitavecchia. «Non siamo qui a fare una manifestazione elettorale - ha risposto Alessandro Mazzoli, presidente della provincia di Viterbo - ma per affrontare un problema serio, e comunque, abbiamo avuto grandissima condivisione dal mondo della politica». Hanno invece votato a favore i consiglieri di Fi della Provincia di Viterbo. Nella delibera approvata è stato incluso l’emendamento presentato dal vicepresidente del consiglio provinciale di Roma Nando Simeone, che invita esplicitamente all’utilizzo di fonti rinnovabili come alternativa al carbone. A Palazzo Valentini, sede del consiglio straordinario, sono stati ammessi anche un centinaio di manifestanti del Movimento no-coke, invitati dallo stesso presidente Gasbarra, che li aveva visti riuniti in piazza Santi Apostoli.
A dir poco preoccupata l’Enel, che sta lavorando alla riconversione di una centrale nella quale lavorano 3mila persone. «La centrale che Enel sta riconvertendo a Civitavecchia per le tecnologie adottate di pulizia dei fumi sarà la migliore al mondo dal punto di vista ambientale, nella sua categoria», si legge in un comunicato, nel quale le proteste vengono liquidate come «allarmismi infondati» e «facile demagogia». Di «grave errore» parla anche il capogruppo dei Socialisti Riformisti alla Regione Lazio, Donato Robilotta: «Atti importanti - spiega - non possono essere messi in discussione a ogni cambio di amministrazione. La centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord ha avuto tutte le autorizzazioni previste dalle leggi, per questo è grave che ora la Regione e gli enti locali chiedano che venga richiesta una nuova via, iniziando così daccapo l’iter di autorizzazione».