La Toscana di Blair nel mirino di Al Qaida

Città come Firenze e Siena hanno assunto per gli integralisti un interesse particolare per la loro forte valenza simbolica e politica

Claudia Passa

da Roma

L’allarme è serio. Ogni segnalazione d’intelligence viene vagliata, «lavorata», girata alle forze dell’ordine. Si susseguono gli incontri a tutti i livelli, e in quello di ieri a palazzo Chigi si è fatto il punto della situazione dopo gli attentati di Londra e Sharm el Sheikh. Al summit presieduto dal sottosegretario Gianni Letta, a cui hanno partecipato i vertici di polizia, carabinieri, guardia di finanza, di Sisde, Sismi e Cesis, si è discusso delle potenziali segnalazioni di pericolo «alimentate» mediaticamente on line da fantomatiche «Brigate» vicine ad Al Qaida.
Nel frattempo ci si interroga sulla nota dell’intelligence tedesca che indica nella Toscana un possibile bersaglio del terrorismo entro la fine di agosto. A far scattare l’allarme è stata l’informazione raccolta incidentalmente da una fonte top secret del Bnd (l’intelligence di Monaco e Berlino) infiltrata in una delle sotto-cellule tedesche collegate al network di Osama Bin Laden. Nel corso di una celebrazione religiosa, a margine del rito, la gola profonda avrebbe appreso del divieto opposto a un «fratello» musulmano - da parte di alcuni personaggi sospettati di continguità con le frange salafite di stanza in Germania - a recarsi in Italia tra il mese di luglio e quello di agosto. Più esattamente il «consiglio» sarebbe stato mirato a metterlo in guardia da un passaggio, anche fugace, in una zona ben precisa del centro Italia: «Vai dove vuoi, ma non recarti in Toscana. Dai retta a noi, gira alla larga da quella regione fino ad agosto...». Alla richiesta di ulteriori spiegazioni, gli interlocutori avrebbero precisato ulteriori dettagli, che però non sarebbero stati recepiti dalla fonte dei servizi tedeschi.
Di qui l’allerta, segnalata agli 007 italiani dagli stessi colleghi della Bundesnachrichtendienst, che già in precedenza avevano segnalato il pericolo che le filiere europee di Osama potessero colpire nel nostro Paese. Come l’estate scorsa, quando un rapporto riservato dell’intelligence germanica segnalava il nostro Paese tra le mete a rischio classificandolo con un indice di pericolo «alto».
Prima dell’11 settembre, esattamente nei giorni precedenti il G8 di Genova del luglio 2001, furono sempre gli attenti osservatori della Bnd ad allertare per primi la Cia e il Sismi dell’intenzione di Al Qaida di colpire George Bush durante il summit ligure tramite aerei imbottiti di esplosivo. Ancora lo scorso mese di marzo, i servizi tedeschi ipotizzavano che il giordano Abu Musab al-Zarqawi, fidato colonnello di Osama in Irak, stesse pianificando un attacco chimico da mettere a segno nel cuore dell’Europa.
La segnalazione giunta in queste ore è valutata con molta attenzione dagli analisti dell’antiterrorismo, sia per la forte valenza simbolica e attrattiva di città potenzialmente nel mirino (come Firenze o Siena, altamente frequentate nei mesi estivi), sia perché è proprio in Toscana che il premier inglese Tony Blair, riconfermato dalle recenti elezioni e rimasto saldamente in sella dopo gli attacchi terroristici nelle ultime settimane, sceglie da circa due lustri di trascorrere le ferie d’agosto. La prima volta ci venne quand’era un «signor nessuno», e l’aver varcato la soglia di Downing Street non gli ha fatto cambiare abitudine, anche perché alla Toscana il premier inglese è legato anche da una ragione affettiva: è proprio lì che chiese a sua moglie Cherie di sposarlo.
Le «vacanze Toscane» di Tony Blair si sono ripetute, in tutto, per sette anni, con un’eccezione nel maggio scorso, quando con la moglie si è concessa una settimana a villa Cusona, ospiti dei principi Guicciardini Strozzi, a sei chilometri dalla cittadina di San Gimignano.
La potenziale destinazione prescelta per un eventuale attentato in Italia potrebbe dunque far coincidere diversi tratti comuni che hanno fin qui segnato gli exploit di Al Qaida in terra d’Occidente, e che in qualche modo potrebbero andare a ricollegarsi - visto che si parla di Toscana - all’Sos lanciato il 18 luglio dal ministro della Cultura, Rocco Buttiglione («Il terrorismo vuole l’effetto combinato: uccidere quante più vite umane danneggiando luoghi simbolo in modo da amplificare al massimo la strage. È su questi luoghi ad alto rischio che ci stiamo concentrando»).
La simbologia, dunque (con l’attacco ai tesori dell’arte), la vocazione turistica (dopo Sharm el Sheikh) della meta prescelta, il grande afflusso di persone, e un significato «politico» addirittura duplice: colpire Blair nella terra dell’amico Berlusconi, entrambi alleati di Bush. Ma, come insegnano le precedenti azioni di Al Qaida, i motivi potrebbero anche essere altri. Più banali, forse, ma di più sicuro effetto.