Toscana, bufera sul Pd: indagato un assessore

Altri guai per il Pp. Almeno tredici persone indagate, tra cui l'assessore regionale alla Cultura Paolo Cocchi e il consigliere Gianluca Parrini. Nel mirino degli investigatori scambi di favori e di denaro tra politici e imprenditori. Cocchi rimette il mandato, Martini: "Vada avanti"

Firenze - Trema il Pd in Toscana. Sono almeno 13 gli indagati nell'ambito dell’inchiesta della procura di Firenze per la quale stamani la polizia stradale ha svolto perquisizioni a Firenze e in provincia. Avvisi di garanzia sono stati notificati, tra gli altri, all’assessore regionale a Cultura,Turismo e Commercio Paolo Cocchi (Pd) e al consigliere regionale Gianluca Parrini (Pd). Entrambi sono accusati di abusi di ufficio. Fra gli altri indagati compaiono ex amministratori del Comune di Barberino del Mugello, un tecnico provinciale, un tecnico regionale, e imprenditori. Le accuse vanno dall’abuso di ufficio alla corruzione. Nel mirino degli investigatori scambi di favori e di denaro tra politici e imprenditori in occasione di lottizzazioni che hanno riguardato il Comune di Barberino. L’assessore Cocchi in passato è stato sindaco di Barberino del Mugello.

Scambi di favori
Fra gli altri indagati ci sono l’ex sindaco di Barberino del Mugello Gianpiero Luchi e due componenti della sua giunta di centrosinistra (1999-2009), Alberto Lotti, ex vicesindaco, e Daniele Giovannini, ex assessore. Oltre a loro il fratello dell’ex sindaco, Luca, che è proprietario di terreni a Barberino, e alcuni imprenditori. L’inchiesta è coordinata dal pm Leopoldo De Gregorio. In base a quanto si apprende, gli investigatori ipotizzano una serie di singoli scambi di favori - come viaggi e vacanze - ma anche di denaro, seppur, questi ultimi, limitati e per cifre contenute. In pratica, la procura ipotizzerebbe una gestione del territorio volta a favorire amministratori locali e imprenditori.

Inchiesta di Polstrada e Forestale
I reati sarebbero legati all’acquisto di terreni da lottizzare o alla lottizzazione di terreni di proprietà di persone legate agli indagati e sui cui sarebbero sorti - o sarebbero dovuti sorgere - immobili come centri commerciali, uffici, appartamenti o cave. In un’occasione, si sarebbe trattato di una scuola, non realizzata, che sarebbe dovuta sorgere in un’area ancora non in sicurezza. L’inchiesta sarebbe nata da accertamenti, condotti da Polstrada e corpo forestale, sulla costruzione di opere connesse alla realizzazione della nuova viabilità autostradale nel Mugello, contemporanee alla costruzione di un outlet, e riguarderebbero opere progettate dal 1990 al 2008. Le lottizzazioni non avrebbero provocato danni ambientali diretti.

Cocchi rimette il mandato "Sono sereno. Penso che questa vicenda si risolverà in una certificazione della mia onestà" ha detto l'assessore regionale Cocchi, indagato a Firenze nell’ambito di un’inchiesta su lottizzazioni nel comune di Barberino del Mugello. L’assessore ha aggiunto di avere rimesso il proprio mandato nella mani del presidente della Regione, Claudio Martini. Cocchi, indagato per abuso di ufficio, ha spiegato che gli viene contestato di aver favorito un imprenditore sulla destinazione a discarica di un terreno a Barberino, nell’ambito dei lavori per la variante di valico. "Non mi dichiaro estraneo ai fatti - ha spiegato - nel senso che conosco quell’imprenditore, così come molti altri, ma non ho commesso alcun reato; sono completamente innocente. Ho fatto sempre il mio lavoro senza ombre. Cercare di facilitare la soluzione di problemi è il nostro mestiere. È un amico di vecchia data. Negli atti si parla di due giorni trascorsi in una località termale pagati da lui: è vero, ma non vedo dove si possa ravvisare il reato. È un imprenditore che stimo, una persona perbene, spesso ci sono andato a pranzo e ha pagato lui. È reato?". Cocchi ha poi sottolineato: "Non vengono contestati atti amministrativi, tantomeno relativi alla mia attività in Regione". Riguardo al mandato: "Non mi sento - ha detto - né dimezzato nella mia autorità né nella mia capacità di svolgere gli uffici che sono chiamato a svolgere".

Martini: "Vada avanti" "Ho fiducia nella correttezza di Paolo Cocchi e pertanto l’ho invitato a proseguire nel suo impegno di assessore". Questa la decisione, resa nota in un comunicato, del presidente della Regione Toscana Claudio Martini, a seguito del colloquio avuto con l’assessore nel primo pomeriggio di oggi. "Cocchi - ha aggiunto Martini - mi ha assicurato di non aver mai fatto pressioni illecite, nè interferito sulle scelte amministrative richiamate nell’avviso di garanzia che ha ricevuto questa mattina per abuso d’ufficio e concorso in abuso d’ufficio. Per questo ho ritenuto che non vi sia ragione per interrompere l’attività di assessore. Mi auguro che la Magistratura possa fare chiarezza al più presto possibile".