Toscana, la Cgil boccia le tasse dei sindaci rossi "Basta mettere le mani nelle tasche della gente"

Firenze - Dopo aver contestato le tasse del sindaco di Bologna Cofferati, la Cgil toscana - ma anche Cisl e Uil sono d'accordo - attacca a tutto campo i sindaci di una delle regioni più rosse d'Italia. "Basta mettere le mani nelle tasche dei cittadini per far quadrare i bilanci", dichiarano i sindacati toscani, che preannunciano di volersi schierare a difesa dei cittadini della regione, lanciando un monito alla politica. In primo luogo ai comuni, molti dei quali hanno manifestato l'intenzione di aumentare l'addizionale Irpef. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Toscana, Luciano Silvestri, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani, si sono incontrati stamani per fare il punto su fisco e tariffe ed hanno poi incontrato la stampa, nella sede della Cisl toscana. "Non è scegliendo la via più semplice, quella dell'aumento delle addizionali Irpef, delle imposte e tariffe locali, che i comuni possono pensare di far quadrare i bilanci - hanno detto i tre segretari - ma piuttosto mettendo mano ad una seria riorganizzazione della macchina amministrativa, tagliando sprechi e inefficienze, ridimensionando i costi della politica ed eliminando le diseconomie nelle aziende di pubblico servizio". Anche una recentissima indagine conferma infatti che la Toscana è già tra le regioni dove la pressione fiscale è più alta, con ben tre capoluoghi di provincia toscani nei primi cinque posti a livello nazionale per pressione fiscale locale.