In Toscana il fisco tocca livelli record

Siena, Milano e Bologna. Questi i comuni capoluogo di provincia del Paese che svettano in cima alla graduatoria della pressione finanziaria esercitata sui propri cittadini. È quanto emerge dall'elaborazione dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Si scopre così che tra entrate tributarie ed extratributarie riferite al 2005 su ogni senese gravavano 1.453,22 euro, per ogni residente del comune meneghino 1.311,16 euro, e per i bolognesi 1.234,93. Di seguito, in questa speciale classifica, troviamo il comune di Pisa (1.182,42 euro pro capite), Firenze (1.154,11 euro) e via via tutte le altre. Un popolo di contribuenti decisamente agli antipodi rispetto ai connazionali che vivono nei comuni siciliani di Caltanissetta, Enna o Agrigento dove la pressione fiscale pro capite va dai 309,89 ai 317, 97 euro. Realtà, queste ultime, che probabilmente «risentono» della specificità propria della Regione Sicilia che, come sappiamo, è una realtà a statuto speciale. Spetta infatti ai Comuni siciliani il record della pressione fiscale meno elevata.
Un'indagine dettagliata, quella condotta dagli esperti dell'associazione artigiani mestrina in cui risulta evidente, oltre al caso siciliano una vera e propria polarizzazione tra Nord e Sud. Con un Nord maggiormente appesantito dalla pressione finanziaria esercitata dagli Enti rispetto ad un Sud in cui il record spetta a Caserta con 837,51 euro di entrate tributarie ed extratributarie a carico di ciascun cittadino.
Nella nota la Cgia sottolinea che tra le principali voci che caratterizzano le entrate tributarie troviamo l'Ici, l'Iciap, le addizionali Irpef, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti, l'imposta sulla pubblicità. Tra quelle extratributarie, invece, si segnalano quelle che gravano sul mondo della scuola materna, elementare e media, i trasporti pubblici locali, l'urbanistica e la gestione del territorio nonché quelle che insistono sull'edilizia residenziale pubblica e privata. Inoltre, sempre dalla Cgia di Mestre ricordano come i risultati di questa analisi non vogliono assolutamente essere un giudizio di merito su questa o quest'altra amministrazione. Ma c'è di più. «Non dobbiamo dimenticare - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - che non necessariamente chi paga di più è maggiormente tartassato di coloro che pagano meno. Anche in questa classifica permangono forti elementi di progressività. Infatti, in media sulle entrate proprie di ciascun Comune quasi il 50% del gettito viene garantito dall'Ici e dall'addizionale comunale Irpef. Imposte che sono strettamente legate ai valori catastali degli immobili e al livello di reddito. E non è una caso che a registrare i livelli di tassazione più elevate siano quelle città dove maggiore è il livello di ricchezza».