Toscana, nuova alba Su «Dossier» il talento di questo territorio

Il made in Italy torna protagonista dello scenario economico internazionale. E ritrova nel tessuto imprenditoriale toscano la sua anima più autentica. Protagonisti, ancora, quegli uomini d'industria, vera spina dorsale del Paese, artefici della ricchezza di una regione che il mondo osserva con ammirazione, per la qualità delle sue produzioni artigianali e manifatturiere. E proprio alla Toscana - in concomitanza con Pitti Filati - è dedicato il nuovo numero di Dossier, diretto da Raffaele Costa, in edicola nei prossimi giorni con il Giornale.
«Il talento è nel codice genetico dei toscani - spiega l'editrice Maria Elena Golfarelli, durante la presentazione del periodico -. E qui vive un'imprenditorialità che, da sempre, è profondamente radicata sul territorio. E lo fa lavorando con lucidità, coraggio e capacità di mettersi in gioco. Un impegno, quello degli industriali e dei maestri artigiani di queste terre, fonte primaria di benessere per gli abitanti di una regione storica e antica. Lo stile toscano rappresenta una ricchezza, costruita con sapienza e manualità, simbolo di fascinazione e autenticità. Oggi a garantire la crescita dell'economia territoriale sono, soprattutto, l'innovazione tecnologica e una sempre maggiore attenzione alla qualità del lavoro. I toscani sanno bene che il capitale umano è la prima vera fonte di sviluppo. Un valore fondamentale e sostanziale, in quanto la raison d'etre dell'impresa è sociale ancor prima che economica». Dossier dedica, in particolare, il prossimo numero al tessile e alla moda, settori strategici per la regione, attraverso ampi reportage sulle eccellenze imprenditoriali delle ultime stagioni. Sulle pagine del periodico intervengono Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine, e Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia. Molte le voci autorevoli chiamate ad analizzare l'economia regionale. Antonella Mansi, presidente di Confindustria Toscana, spiega come sia impellente il bisogno di riconsiderare il modello di sviluppo, attraverso un riposizionamento competitivo del territorio. «La nostra priorità è passare da un concetto di ripresa a uno di crescita - sottolinea a Dossier -. L'identità e le nostre radici tengono, ma il “miracolo toscano” non c'è più da tempo. Non possiamo più limitarci a osservare la media produttiva e il tasso di crescita del Paese. Il dato che ci interessa è internazionale, siamo in concorrenza con il mondo intero e di questo occorre prenderne atto».
Obiettivo, questo, condiviso anche da Simone Bettini, da poco eletto presidente di Confindustria Firenze. «Tutte le imprese, piccole o grandi che siano, sono chiamate a reinterpretare continuamente sé stesse - dice - di fronte a un mercato profondamente mutato. Per questo le parole d'ordine sono flessibilità e velocità».
Dossier punta i riflettori anche sulle nuove generazioni di imprenditori, chiamate a sostenere il rilancio del sistema toscano. «Un Paese che rinuncia a occuparsi dei giovani - afferma Jacopo Morelli, neopresidente dei giovani imprenditori di Confindustria, cui è dedicata la copertina - è come se si condannasse a morte. Bisogna partire da loro e agire nel loro interesse per avere delle prospettive. Occorre concentrarsi sull'imprenditorialità. Le priorità del Paese sono crescita economica e creazione di posti, specialmente attraverso le nuove imprese. In Toscana - per numero di ragazzi in possesso di diploma o laurea, oltre che per la qualità della formazione - si riscontra un livello di eccellenza superiore alla media italiana. Fattore, quest'ultimo, che non va certamente ignorato».