Un toscano su tre a libro paga della Regione

La Fondazione che controlla la banca senese nel 2004 ha elargito 200 milioni di euro. Soprattutto agli enti locali, ma anche a parrocchie, comitati musulmani e centri culturali. Persino dell’Avana

da Firenze

L’avvocato Maurizio Bianconi, capogruppo di An al consiglio regionale, si è messo a far di conto ed è arrivato a questa conclusione: la Regione Toscana e la giunta Martini «stipendiano» 1 toscano su 3. Possibile? I toscani in tutto sono 3,5 milioni, infanti e ultranovantenni compresi. Secondo le cifre del ministero della Funzione pubblica resi noti dal Sole 24 Ore nel 2003 la Regione ha affidato 20.508 consulenze, di cui 8mila ai suoi stessi dipendenti. Nei cinque anni della passata legislatura il governo di Claudio Martini ha fatto 4.240 nomine. «Dati mai smentiti» dice Bianconi: «Martini ha promesso un libro bianco che però non si è visto». Poi ci sono i 3mila dipendenti regionali. E quelli delle Asl, decine di migliaia, un caso a sé: quanti sono con precisione, non si sa. «Periodicamente chiedo agli uffici i dati. La risposta è sempre la stessa: “Sono in fase di monitoraggio”. Adesso non mi rispondono neanche più» racconta l’avvocato Maurizio Bianconi: «L’assessore alla Sanità mi ha detto che sono 60mila, un funzionario 65mila, secondo i sindacati sono 55mila. Io sono arrivato alla conclusione che la cifra reale è vicina ai 100mila».
Sommando poi Comuni, Comunità montane, le Società della salute, Toscana promozione, enti, partecipate eccetera la stima di spesa è di 316 milioni di euro l’anno, pari a circa un milione di persone retribuite. «Recentemente è venuto fuori un dato secondo cui 1 milione e 600mila i toscani che hanno una pensione» continua il nostro Sherlock Holmes dei dati regionali: «Poi ci sono 140mila ditte artigiane e 200mila commercianti. Significa che il sistema di potere imperniato prima sul Pci e ora sui Ds ha in mano la stragrande parte del lavoro stipendiato».
Non è finita. «L’Unicoop (la società che non ha partecipato alla conquista della Bnl guidata dall’Unipol bolognese, ndr) ha un milione di soci e raccoglie regolarmente anche il risparmio, con tanto di “libretti”. Poi bisogna tenere presente le banche come Monte dei Paschi e Banca Toscana, nell’orbita della sinistra. Insomma, ai toscani gli danno lo stipendio e gli gestiscono il risparmio. Un sistema inamovibile» conclude: «O implode da dentro o niente. Con un dettaglio extra, drammatico. Con l’eccesso di consenso tutti diventano voraci. Mentre nell’opposizione, data l’impossibilità di riformare o rovesciare questo sistema, si fa strada la tentazione di ritagliarsi una propria posizione». Ma questo è un altro discorso.