Tosi: "Colpirò la prostituzione anche nelle case"

Il sindaco di Verona continua la propria battaglia in difesa dell'ordine pubblico. Dopo l'ordinanza che colpisce lucciole e clienti per strada, l'esponente leghista punta a debellare il fenomeno anche al chiuso. E preme l'acceleratore sul pacchetto sicurezza che deve essere approvato a Roma

Verona - Una volta eletto sindaco di Verona Flavio Tosi ha subito mantenuto le promesse fatte ai propri cittadini in campagna elettorale. Ha fatto chiudere il campo nomadi di Boscomantico, quindi ha fatto sgomberare la scuola di Borgo Venezia occupata abusivamente dal centro sociale "La Chimica" e ha emesso un'ordinanza per la salvaguardia dell'igiene pubblica. Insomma, avanti tutta con la sicurezza. Ma la battaglia non finisce qui. "Dopo aver duramente colpito la prostituzione vietando, su tutto il territorio comunale, di fermare l'auto per contrattare prestazioni sessuali in strada - anticipa il primo cittadino della città scaligera - a breve presenteremo un'ordinanza per debellare anche il fenomeno della prostituzione al chiuso".

Sindaco Tosi, ristabilire la sicurezza a Verona è stata una delle promesse che ha fatto alla sua città. E' stato capace di mantenerla?
"Certo. E non perché lo dico io. Sono i miei cittadini a dirlo. D'altra parte era quanto avevamo promesso ai veronesi dopo aver fotografato le esigenze del territorio. Il terrificante episodio di violenza verificatosi oggi non ha nulla a che fare con la percezione di sicurezza che, dal giorno della mia elezione, è fortemente cambiata. Si è trattato di un raptus. La nostra battaglia, infatti, è quella di debellare e sconfiggere tutte le zone franche che prima erano presenti sul nostro territorio."

Avete dato un altro volto alla città, quindi?
"Come dicevo, al di là dell'episodio odierno, Verona è veramente cambiata: i cittadini si sentono più sicuri e tranquilli. Basta girare per la città per capirlo: certe presenze poco opportune non ci sono più."

Anche grazie alle ronde?
"Non parliamo di ronde, preferisco assistenti civici il cui contributo è fondamentale. Il termine 'ronda' fa venire in mente pensieri negativi, fa subito pensare alle bande armate. Non è così. Dal 3 novembre, gli assistenti civici (scelti accuratamente tra una lunga lista di associazioni, ndr) monitorano il territorio 'armati' unicamente di cellulare e ricetrasmittente."

Basta questo a far tornare la sicurezza in una città?
"Ovviamente no. Ma anche questo fa parte di un progetto che ha visto l'incremento della polizia municipale (49 nuovi agenti, ndr) e la firma del patto sicurezza con il prefetto. Insomma, misure che hanno permesso di coprire tutte le fasce orarie e tutte le zone della città."

Difficile farlo con la diminuzione delle entrate in seguito al taglio dell'Ici?
"Non nascondo che per chiudere il bilancio 2009 abbiamo dovuto fare i salti mortali.Siamo stati bravi: supportati anche dalla Regione Veneto, abbiamo dato una sforbiciata alle spese inutili riuscendo così a fare economie importanti che hanno dato i propri frutti. Economie che ci hanno permesso di fare nuovi investimenti sulla sicurezza."

Cioè?
"Nelle prossime settimane installeremo telecamere all'entrata di tutte le farmacie e di i cimiteri della città. Abbiamo notato, infatti, che avendo ripulito tutta la città gli sbandati tengono a rifugiarsi nei posti più ai margini e dove possono colpire gente indifesa."

La mancanza di fondi resta, dunque, un problema che affligge tutti gli enti locali. Crede che l'applicazione del federalismo possa far cambiare qualcosa?
"Non mi faccio illusioni. Si tratta di un intervento a medio-lungo termine. Una volta approvato, il federalismo non può diventare realtà dalla sera alla mattina. Ci vuole tempo. Sarebbe già sufficiente l'approvazione del nuovo pacchetto sicurezza che prevede l'espulsione dei clandestini e dei cittadini comunitari sbandati , la convenzione con Stati terzi affinché i detenuti scontino la pena nel proprio Paese e la riforma dei codici affinché si possano garantire pene certe per i delinquenti. Attuate queste norme gli enti locali non dovranno più preoccuparsi di stanziare in bilancio soldi per la sicurezza e potranno investire in altre opere."

E mentre il pacchetto procede l'iter in Parlamento, lei come si muove?
"Continuo la mia battaglia. A breve presenteremo un'ordinanza per colpirela prostituzione anche al chiuso."

Di cosa si tratta?
"E' un argomento molto delicato. L'ordinanza è ancora al vaglio: vogliamo fare le cose per bene. Non è facile infatti entrare in appartamenti privatie dimostrare la 'contrattazione'. Per questo l'ordinanza va studiata nei minimi particolari. Tuttavia, resta fondamentale perché se non debelliamo questo fenomeno è inutile andare a multare le lucciole e i clienti per le strade."

In tema di immigrazione, questi giorni si fa un gran parlare delle "classi ponte". A Milano qualcuno già ha storto il naso. Cosa ne pensa?
"Lo ritengo uno strumento efficiente. In Francia è già attivo e si chiama 'strumento di discriminazione positiva'. Ci pensi se gli avessimo dato lo stesso nome? Ci avrebbero appeso a testa in giù! Scherzi a parte... Le classi ponte sono uno strumento adeguato per permettere ai bambini che non parlano l'italiano di raggiungere lo stesso livello dei coetani. Non ci vogliono anni. I bambini imparano in fretta.Bisogna avere il coraggio di farlo superando i tabù e le prediche sul razzismo che non portano da nessuna parte."